Agcom: Un italiano su tre non ha mai avuto accesso a internet

Roma, 9 lug. (LaPresse) - Più di un italiano su tre (il 37,2%) non ha mai avuto accesso a internet e l'Italia è al quarto posto in Europa nella classifica del numero di individui che si trovano in queste condizioni (la media Ue è del 22,4%). E' quanto si legge nella relazione annuale del presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Angelo Marcello Cardani. "Allo stesso tempo - sottolinea Cardani - siamo anche il Paese in Europa in cui gli internauti hanno la più altra frequenza di accesso con oltre il 91% che accede regolarmente ogni giorno".

Cresce comunque il numero di accessi alla banda larga in postazione fissa (+300mila nel 2012 rispetto all'anno prima). La quota di Telecom Italia nei servizi a banda larga retail scende nel 2012 al 50,6 per cento rispetto al 51,4% del 2011. Sono circa 8 milioni i cosiddetti nativi digitali in Italia, cioè i ragazzi e i bambini sotto i 15 anni che "cresceranno dando per scontato che ci sia la connessione ovunque e per fare qualsiasi cosa, indipendentemente dai dispositivi e dalla tecnologia di accesso". I nativi digitali rappresentano il 13% della popolazione italiana.

Aumentano anche le telefonate sulla rete mobile in Italia: circa 8 miliardi di minuti di conversazione in più nel 2012 rispetto all'anno precedente. Nel servizio mobile appare stabile la quota di Telecom italia, al 34,4% nel 2012, mentre l'anno prima era al 34,8%. Vodafone cala e passa dal 35%,8 del 2011 al 32,4 di quest'anno. Wind registra 19,8% nel 2012 mentre lo scorso anno era a 19,1%. Sale H3G che passa dal 7,6% al 10,4%.

Ogni italiano passa 4 ore e mezzo al giorno tra telefonino, televisione e social network. Il tempo è così diviso: 23 sono i minuti trascorsi sui social network, 21 tra e-mail inviate, dieci i minuti di chiamate effettuate, 30 tra sms e instat message inviati, 115 i minuti di televisione visti e 276 byte di ebook letti.

Il settore delle comunicazioni nel suo complesso in Italia ha totalizzato 61 miliardi di ricavi nel 2012, di cui oltre la metà (62%) dovuto alle telecomunicazioni. I media (radio, tv ed editoria) hanno rappresentato un quarto del totale (25%), mentre i servizi postali hanno generato il 13% dei ricavi. Il contributo al Pil dei servizi di telecomunicazioni sconta la congiuntura negativa, sebbene in misura inferiore rispetto ad altri servizi per effetto della contrazione degli investimenti: è passato dal 3,2% del 2006 al 2,4% del 2012.

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