Antitrust, multa di 10 milioni a Facebook per uso scorretto dei dati

L'Autorità garante per la Concorrenza ha chiuso l'istruttoria aperta nel 2016. "Informazioni non adeguate" agli utenti al momento dell'iscrizione

Ancora una volta l'Antitrust italiana si muove in anticipo rispetto al resto d'Europa su uno dei temi caldi della digitalizzazione, in questo caso quello dell'utilizzo dei dati degli utenti a scopo commerciale. Dopo le sanzioni comminate ad Apple e Samsung in ottobre per gli aggiornamenti ai software che riducono le prestazioni dei telefoni - decisione riferibile alla cosiddetta "obsolescenza programmata" -, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha colpito questa volta Facebook, imponendo alla società madre e alla sua sussidiaria irlandese 10 milioni di euro complessivi di multa per aver indotto "ingannevolmente" gli utenti a registrarsi alla piattaforma social "non informandoli adeguatamente e immediatamente, in fase di attivazione dell'account, dell'attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti, e, più in generale, delle finalità remunerative che sottendono la fornitura del servizio".

I consumatori, sostiene l'Agcm, hanno assunto decisioni di natura commerciale - nello specifico il registrarsi e il rimanere sul social network - che altrimenti potrebbero non aver preso, dal momento che le informazioni fornite risultano "generiche e incomplete", inadatte a distinguere in modo adeguato la differenza tra l'utilizzo dei dati necessario a facilitare le relazioni tra gli iscritti e quello impiegato nella realizzazione di campagne pubblicitarie mirate.

Le prime a esultare per la decisione sono le associazioni dei consumatori. "Una nostra vittoria!", afferma per l'Unione Nazionale Consumatori il presidente Massimiliano Dona, ricordando le segnalazioni mandate a suo tempo all'Antitrust che ora "ha fatto chiarezza". Il numero uno del Codacons, Carlo Rienzi, segnala invece che saranno valutate "azioni risarcitorie da intraprendere a favore di tutti i cittadini italiani iscritti a Facebook". Una strada, questa, già imboccata da Altroconsumo, che in aprile ha promosso una azione collettiva risarcitoria nei confronti del social network in cordata con altre associazioni di Belgio, Spagna e Portogallo, alla quale hanno aderito finora 45mila persone in Italia e 150mila a livello europeo.

"Grazie all'Antitrust il nostro impegno a fare delle persone, dei consumatori, il fulcro di ogni innovazione e sviluppo tecnologico senza scorciatoie o prevaricazioni oggi è ancora più forte", sottolinea il responsabile relazioni esterne Ivo Tarantino, in vista della prima udienza fissata a maggio 2019, nel corso della quale Altroconsumo porterà avanti una richiesta di risarcimento da 285 euro per ciascun aderente per ogni anno di iscrizione al social. Il titolo Facebook, intanto, ha aperto a Wall Street in moderato calo dello 0,32% a 139,19 dollari. 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata