Aeroporti, Censis: Nel 2030 possibili 745mila nuovi posti in Italia

Milano, 28 nov. (LaPresse) - Sono stati 3,1 miliardi i passeggeri del traffico aereo mondiale nel 2013. Diventeranno 7,1 miliardi nel 2030. L'aviazione civile genera un fatturato a livello globale di 306 miliardi di euro e impiega 5,5 milioni di addetti. Considerato l'indotto (compreso il turismo), il valore complessivo supera i 1.000 miliardi di euro, con 33 milioni di occupati. Nel 2030 il valore generato dall'aviazione civile salirà a 714 miliardi di euro, mentre il valore complessivo, incluso l'impatto turistico, è stimato in crescita fino a 2.600 miliardi di euro. Si tratta di flussi di ricchezza notevoli che si muoveranno per i cieli del mondo, dai quali l'Italia rischia di rimanere tagliata fuori. Le possibilità di crescita reale dell'Italia dipenderanno anche da come il nostro Paese saprà competere su questo settore per guadagnare la sua quota di mercato. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis e promossa da Save che gestisce gli aeroporti di Venezia e Treviso e con Catullo ha costituito il polo del Nordest mettendo in rete anche gli aeroporti di Verona e Brescia. I passeggeri sbarcati e imbarcati negli aeroporti italiani nel 2013 sono stati 144 milioni, ovvero il 4,7% dei passeggeri aerei mondiali. I passeggeri sono aumentati anche nel periodo della crisi del 12,1% (gennaio-settembre 2007-2014) e del 66,3% nel lungo periodo 2002-2014. Per preservare la sua quota di mercato nel traffico aereo, visti i trend del settore a livello globale, da qui al 2030 l'Italia dovrà salire a una capacità di accoglienza pari a 330 milioni di passeggeri (+129% rispetto a oggi). Dalla ricchezza dei cieli potrebbe arrivare un forte impulso all'occupazione, con 745.000 posti di lavoro in più e un valore economico pari a 3,1 punti percentuali di Pil. Se l'obiettivo fosse invece quello di accrescere la quota di mercato degli aeroporti italiani di 2 punti percentuali nel 2030, i nostri aeroporti dovrebbero essere in grado di accogliere 472 milioni di passeggeri (+227% rispetto a oggi). Si genererebbero così 1,3 milioni nuovi posti di lavoro e un valore economico pari a 5,5 punti percentuali di Pil. Investire negli aeroporti è oggi una delle cure intensive per favorire la crescita dell'economia nazionale: aeroporti più ampi e accoglienti significano più relazionalità globale, più opportunità di esportare, più turisti ad alta capacità di spesa, più lavoro, più ricchezza.

Una parte significativa della ricchezza che viene dai cieli nasce dai flussi turistici. Secondo le stime previsionali, saranno 1,8 miliardi i viaggiatori in tutto il mondo nel 2030, con un incremento del 65,6% rispetto al 2013. Nell'ultimo anno l'apporto dei viaggiatori stranieri in Italia ammonta complessivamente a 33 miliardi di euro: +3,1% rispetto al 2012 (+6,8% la sola spesa dei viaggiatori stranieri per motivi di vacanza). E anche nel periodo gennaio-agosto 2014 la spesa ha continuato a crescere: +3,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (+4,9% la sola spesa per motivi di vacanza). Anche negli anni della crisi (2008-2013) la crescita dei flussi economici generati dal turismo non si è fermata: +6,4%. L'economia allargata del settore turistico vale 159,6 miliardi di euro, cioè il 10,3% del Pil. Ad oggi dall'Europa proviene l'88,9% dei viaggiatori e il 70,6% dei volumi di spesa, dall'America il 7% dei viaggiatori e il 18,1% della spesa, dall'Asia il 2,4% dei viaggiatori e il 7,2% della spesa, dal resto del mondo l'1,7% dei viaggiatori e il 4,1% della spesa.

La sfida si giocherà sul nuovo turismo proveniente dai Paesi big spender come la Cina, dalla quale sono arrivati in Italia 299.000 viaggiatori nel 2013. I turisti cinesi che vanno all'estero sono circa 100 milioni all'anno generando un mercato che vale 80 miliardi di euro. Solo gli arrivi dalla Cina previsti per l'Expo 2015 potrebbero generare 1,2 miliardi di euro di introiti. Altri big spender sono gli statunitensi, con 3,5 milioni di viaggiatori in Italia, 4 miliardi di euro di spesa complessiva, 131 euro di spesa pro-capite media quotidiana (180 euro per quelli che soggiornano in hotel). Poi i russi, con 1.088.000 viaggiatori annui in Italia, aumentati del 67,6% nel periodo 2010-2013, che generano una spesa pari a 1,3 miliardi di euro (+60% negli ultimi tre anni). Poi ci sono i visitatori provenienti dal Medio Oriente, i massimi spenditori per soggiorni in albergo in Italia (in media 170 euro per camera a notte). Per far scendere sulla terra la ricchezza dei cieli occorre attirare passeggeri, in primo luogo attraverso aeroporti adeguati. Tra i quattro principali scali italiani segna una performance positiva Roma Fiumicino (+53,8% nel periodo gennaio-settembre 2002-2014 e +18% nel periodo 2007-2014), hanno andamenti altalenanti gli aeroporti milanesi, con cali nel 2007-2014 (Linate -8,9%, Malpensa -19%), mentre spiccano i dati del Marco Polo di Venezia. Nel 2013 ha registrato 8,4 milioni di passeggeri, con un incremento del 22,5% anche negli anni della crisi (gennaio-settembre 2007-2014) a fronte del più contenuto +12,1% medio nazionale. L'incremento è stato del 111% nel lungo periodo 2002-2014 (a fronte del +66,3% medio nazionale), con l'80% di traffico da e per destinazioni internazionali rispetto al 60% medio nazionale, con il 54% dei passeggeri di origine straniera, con il 33% di passeggeri nel segmento business e il 46% nel segmento turistico.

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