Acri-Ipsos: Quasi 1 italiano su 2 non ha fiducia in politiche Ue

Roma, 27 ott. (LaPresse) - Quasi un italiano su due non ha fiducia nell'Unione europea: se per quanto riguarda le prospettive economiche future continua a prevalere l'ottimismo, con un saldo positivo di 8 punti percentuali per i fiduciosi, attestati al 32%, dal punto di vista politico, solo il 51% ha fiducia nel 2015 nell'Ue e si registra un 49% di italiani che non si fidano di Bruxelles. È quanto emerge dall'indagine annuale Acri-Ipsos sugli italiani e il risparmio. Inoltre quelli che hanno una bassa fiducia (il 24%) sono molti di più di coloro che hanno grande fiducia (il 15%) e dal 2009 a oggi coloro che hanno fiducia sono arretrati di ben 18 punti percentuali.

Riguardo all'euro la soddisfazione è molto bassa: quasi 3 italiani su 4 ne sono insoddisfatti (il 71%, dato in leggero calo rispetto al 74% del 2014), anche se la maggior parte degli italiani è convinta della sua utilità nel lungo periodo. Ma in ogni caso, l'Europa viene assolta dalla responsabilità della crisi italiana: solo il 4% dei cittadini imputa ogni responsabilità all'Europa e ben il 48% ritiene che la situazione attuale sia causata dal malgoverno del Paese negli ultimi anni e dalle mancate riforme.

Dal sondaggio emerge che gli italiani ritengono che se non ci fosse stato il percorso di integrazione europea l'Italia sarebbe più arretrata, con meno giustizia sociale, meno importante sulla scena internazionale, e forse un po' più povera. Però sarebbe anche più libera. Gli italiani vorrebbero un'Ue che punti più sulle piccole imprese (77%) che non sulle grandi (17%), che abbia sempre più a cuore agricoltura e industria (76%) piuttosto che servizi e informatica (19%), che definisca una maggiore uniformità legislativa nell'economia (64%) piuttosto che lasciare completa autonomia ai paesi (28%). Ma deve anche essere un'Europa che faccia crescere e sviluppare tutti i territori (62%), piuttosto che puntare al mero spostamento dei lavoratori tra i paesi (33%) e un'Europa che abbia una Costituzione comune (invocata dal 65% degli italiani, in crescita rispetto al 55% del 2007) per condividere con certezza i principi fondamentali.

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