Acea, via libera al bilancio 2017. Al Comune di Roma assegno da 68,4 milioni
A Suez vanno 31 milioni, a Caltagirone 6,7 milioni

Via libera dall'assemblea degli azionisti di Acea al bilancio 2017, con un dividendo di 63 centesimi che porterà nelle casse del comune di Roma, che è socio al 51% e per cui era presente la sindaca Virginia Raggi, un assegno da 68,4 milioni di euro. A Suez vanno 31 milioni, a Caltagirone 6,7 milioni.

"L'esercizio che si è chiuso il 31 dicembre 2017 evidenzia la strategia aziendale mirata ad una nuova affermazione come multiutility a forte vocazione industriale, con particolare attenzione alla sostenibilità. Si tratta di un approccio caratterizzato da una significativa discontinuità rispetto al passato", ha detto il presidente del Cda di Acea Luca Lanzalone, all'assemblea della società capitolina.

L'Ebitda consolidata di 840 milioni di euro è superiore alla guidance comunicata al mercato (816-832 milioni di euro) e risulta in crescita, su base adjusted, di 55 milioni di euro, rispetto al 2016 (+7%). Il Risultato Operativo (Ebit) di 406 milioni di Euro, su base adjusted, registra un calo di 8 milioni di euro rispetto al 2016. Il risultato netto del gruppo è pari a 181 milioni di Euro (214 milioni di euro su base adjusted, in aumento di 4 milioni di Euro rispetto al 2016). Gli investimenti realizzati nel 2017 sono pari a 532 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto all'anno precedente (531 milioni di euro), di cui circa l'86% si riferiscono ad attività regolate.

"Lo scenario presente e futuro è senza dubbio complesso - ha detto Lanzalone -, ma rappresenta anche una fonte di opportunità per un'azienda la cui ambizione è quella di crescere, acquisendo quote di mercato e di territorio, e promuovendo la propria eccellenza sul piano infrastrutturale e tecnologico". E ha sottolineato come la gestione della crisi idrica "che si è verificata la scorsa estate, che ha ridotto drasticamente le risorse disponibili", "è stata superata grazie alla fattiva interlocuzione con tutte le istituzioni e con un'eccezionale capacità d'intervento sulla rete idrica, che ha visto l'apertura di oltre 2mila cantieri". Una crisi che, ha aggiunto, "ha messo in luce l'esigenza di agire con un impegnativo intervento infrastrutturale sull'acquedotto Peschiera, funzionale al suo sostanziale 'raddoppio' per garantire l'approvvigionamento idropotabile del sistema acquedottistico dei comuni di Ato 2 tra cui la Capitale, per una quota stimata del 60% del fabbisogno circa" per cui "l'anniversario degli 80 anni del Peschiera che celebreremo quest'anno possa rappresentare anche l'inizio dell'attuazione del progetto di realizzazione della seconda linea di questa fondamentale opera infrastrutturale".
 

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