Abi: Aumenti capitale banche per più credito

Roma, 10 lug. (LaPresse) - Gli aumenti di capitale che le banche italiane hanno realizzato o sono in procinto di realizzare "servono non solo per meglio superare gli esami europei, ma egualmente per avere maggiore capacità di effettuare ulteriori prestiti". Lo afferma il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, in occasione dell'assemblea annuale dell'associazione.

"In Italia le imprese bancarie e le imprese in genere hanno sopportato e continuano a subire gli effetti della crisi senza 'bad banks', senza aiuti di Stato e con alti livelli di tassazione", aggiunge Patuelli.

Chiediamo alle istituzioni della Repubblica un forte ripensamento delle normative avverse: non sollecitiamo privilegi di alcuna natura, ma chiediamo con forza che le banche che operano in Italia non siano penalizzate nella competizione del mercato unico europeo", sostiene Patuelli. "Altrimenti - sottolinea Patuelli - le conseguenze sarebbero gravissime e con effetti prolungati su tutto il mondo produttivo e su tutta la società italiana". Tra le "normative avverse", Patuelli ha citato, tra le altre, il costo del lavoro ai fini Irap, l'Iva di gruppo e gli interessi passivi nella tassazione societaria Ires e Irap.

"Sulle banche, in Italia, negli ultimi cinque anni sono piovuti più di 670 provvedimenti normativi, circa due e mezzo a settimana, sia di natura burocratica e regolamentare, sia con impatti economici importanti", prosegue Patuelli. Impatti economici, ha sottolineato Patuelli, "come riduzioni e limitazioni alle commissioni e ai tassi di interesse, imposizioni di clausole contrattuali, revisioni alle basi imponibili di Ires e Irap, alterazione di pre-esistenti assetti negoziali in contratti di durata, imposte variamente definite di bollo, correzioni di normative sul calcolo degli interessi, sempre più gravosi anticipi di pagamenti di imposte".

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