A settembre la disoccupazione risale al 10,1%. Cresce anche quella giovanile

Calano gli occupati : -34mila. Giù anche i lavoratori stabili

La disoccupazione risale al 10,1% a settembre, in aumento di 0,3 punti percentuali su agosto, mentre gli occupati calano su base mensile di 34 mila. Ma il dato più impressionante è quello sugli occupati stabili. Tra i due mesi, infatti, se ne contano ben 77 mila in meno, che portano i dipendenti a tempo indeterminato a essere 184 mila in meno nel confronto con settembre dello scorso anno. Anche dalla disoccupazione giovanile arrivano segnali poco rassicuranti, con il tasso che risale di 0,2 punti rispetto ad agosto portandosi al 31,6%.

Nell'eurozona, Eurostat rileva una disoccupazione all'8,1%, i minimi dal novembre del 2008, con quella degli under 25 al 16,8%. L'aumento in Italia della disoccupazione, che conteggia chi è in cerca di lavoro, non è spiegabile da solo con il calo degli inattivi, che sono 43 mila in meno a settembre su agosto, ma sono appena la metà degli 81 mila che si sono messi a cercare un impiego. Nonostante la limatura di 0,1 punti percentuali al 58,8% del tasso di occupazione, nei dodici mesi i dati sono ancora positivi.

L'Istat rileva una forte flessione dei disoccupati (-288 mila) e un'occupazione in crescita di 207 mila persone in più al lavoro. A fare da contraltare alla flessione dei contratti stabili a settembre, aumentano sia i lavoratori a termine, che salgono di 27 mila su mese e addirittura di 368 mila su anno, sia gli autonomi, che crescono, anche se più lentamente, di 16 mila su mese e di 22 mila su anno. Inoltre, nelle imprese artigianali o piccole imprese, secondo un'elaborazione della Cna, l'occupazione cala dello 0,4% a settembre dopo la flessione dell'1,2% registrata già ad agosto.

"A questo andamento non brillante dell'occupazione nelle piccole imprese - afferma la Confederazione - probabilmente contribuisce anche il Decreto Dignità". Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, chiede che il redditto di cittadinanza funzioni come un "ponte" verso il lavoro, altrimenti rischia di essere dannoso. "L'importante è che nel futuro il Paese cresca e questo è nell'interesse di tutti gli italiani a partire dall'industria. Ed è anche nell'interesse del governo", dichiara il numero uno di viale dell'Astronomia a margine dell'assemblea di Confitarma.

"Questo Paese - continua Boccia - deve cominciare a pensare al suo futuro e non guardare al passato". Per Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl, "l'unica certezza è che l'andamento discontinuo dell'occupazione negli ultimi mesi determina nel terzo trimestre una sostanziale stagnazione degli occupati rispetto ai mesi precedenti, e ciò corrisponde purtroppo alla stagnazione della nostra economia". Ieri l'Istat ha certificato crescita zero su base congiunturale per il Pil italiano, interrompendo una ripresa che durava da tre anni. 

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