A.Mittal, nel nuovo piano industriale previsti 4.700 esuberi entro il 2023
A.Mittal, nel nuovo piano industriale previsti 4.700 esuberi entro il 2023

Si passerà dai 10.789 occupati attuali a 6.089. Protestano i sindacati: "Sciopero il 10 dicembre"

Nel nuovo piano industriale presentato da Arcelor Mittal Italia sono previsti 4700 esuberi entro il 2023. I primi 2891 già nel 2020 mentre l’organico passerebbe dai 10.789 occupati attuali a 6.089. Questi numeri fanno parte della proposta presentata dall'ad italiana dell’azienda, Lucia Morselli, durante il tavolo al Mise con sindacati e governo. Il piano prevede poi un aumento della produzione di acciaio dai 4,5 milioni di tonnellate del 2019 a 6 milioni di tonnellate dal 2021 in poi.

Sulle barricate i sindacati che parlano di un'offerta "irricevibile" e annunciano uno sciopero di tutto il gruppo martedì 10 dicembre. "Questo non è un piano industriale ma un progetto di chiusura nel tempo di Taranto e di Ilva", attacca il segretario Cigl Landini che aggiunge: "Abbiamo un accordo firmato un anno fa che prevede investimenti, 8 milioni di tonnellate di acciaio da produrre e quella è la base da cui partire". "Per noi la discussione è possibile se si parte dall'accordo che abbiamo firmato, disponibili a discutere per problemi di tempo, se c'è la volontà di nuove tecnologie o se c'è la volontà di un investimento pubblico. Ma i due punti fermi sono 8 milioni di tonnellate da produrre e la difesa dell'occupazione", conclude Landini.

Deluso anche il ministro dello sviluppo Economico, Stefano Patuanelli. "L'azienda invece di fare un passo avanti ha fatto qualche passo indietro. Questa non è l'idea che ha il governo sullo stabilimento, noi riteniamo che la produzione a fine piano debba essere più alta, per arrivare almeno ad otto milioni di tonnellate", ha dichiarato il ministro al termine dell’incontro. "Noi vogliamo far diventare lo stabilimento Ilva all'avanguardia nella produzione siderurgica europea. Su questo lo Stato, il governo, è disponibile ad investire, ad essere presente, a partecipare ad accompagnare l'azienda in questo percorso di transizione. Su queste basi siamo disponibili, ci sembrava che ci fosse una disponibilità dell'azienda, che oggi nel piano illustrato non ho trovato", ha poi spiegato Patuanelli spiegando che "in una fase di trattativa ci sta un momento di particolare criticità, spero che oggi rappresenti l'elemento di maggiore criticità e si voglia risolvere definitivamente il problema dello stabilimento. "Noi faremo la nostra proposta nelle prossime, ore siamo molto cocciuti Cerchiamo di stare al tavolo e di arrivare all'obiettivo finale: non chiudere gli stabilimenti ma garantire una produzione siderurgica all'avanguardia con nuove tecnologie, sviluppando interventi sul territorio", ha concluso il ministro.

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