A dicembre cala la fiducia di consumatori e imprese

I dati dell'Istat disegnano un quadro negativo su tutta la linea. Codacons: "Il governo non dà certezze e così si contrae la spesa"

A dicembre l'indice del clima di fiducia dei consumatori cala da 114,7 a 113,1. Anche l'indice composito del clima di fiducia delle imprese registra una dinamica negativa, peraltro in atto già dallo scorso luglio, passando da 101 a 99,8. Lo rileva l'Istat, segnalando che tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in peggioramento: il clima economico passa da 131,5 a 129,4, il clima personale scende da 108,9 a 107, il clima corrente diminuisce da 111,5 a 110 e il clima futuro cala da 118,7 a 116. Con riferimento alle imprese, l'indice di fiducia diminuisce in tutti i settori (nel settore manifatturiero l'indice passa da 104,3 a 103,6, nelle costruzioni da 132,5 a 130,3 e nei servizi da 101,7 a 99,5) ad eccezione del commercio al dettaglio dove l'indice aumenta da 102,1 a 104,8.

Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia delle imprese, nel comparto manifatturiero - che registra una flessione più contenuta rispetto al settore dei servizi e a quello delle costruzioni - si rileva un peggioramento dei giudizi sul livello degli ordini e della domanda unitamente a un aumento del saldo relativo alle scorte di magazzino, con le aspettative sul livello della produzione che si presentano in in aumento rispetto al mese scorso. Nel settore delle costruzioni si registra, per il secondo mese consecutivo, un peggioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle aspettative sull'occupazione. Per quanto riguarda poi il settore dei servizi, si segnala il deterioramento dei giudizi sull'andamento degli affari e sul livello della domanda. Le attese sugli ordini sono invece in aumento. Nel commercio al dettaglio, infine, migliorano tutte le componenti dell'indice (giudizi e attese sulle vendite, giudizi sul livello delle giacenze). 

"Le aspettative sul futuro del paese e sulla situazione personale peggiorano perché dal governo non arrivano segnali rassicuranti né per le famiglie, né per le imprese, e ogni giorno si assiste a cambi di rotta e modifiche alla manovra che creano tensioni e disappunto da più parti". Lo afferma il presidente del , Carlo Rienzi, commentando il calo della fiducia dei consumatori di dicembre. "In tale contesto a farne le spese potrebbero essere i consumi dei prossimi mesi, perché ad una minore fiducia da parte delle famiglie corrisponde una contrazione della spesa, con i consumatori che rimandano al futuro gli acquisti", avverte Rienzi. "Il calo della fiducia dei consumatori era un dato atteso e risulta senza indubbio influenzato dalla situazione politica del paese e dalla grande incertezza che ha caratterizzato le ultime settimane, con la querelle tra governo e Ue circa la manovra economica"

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