'L'arte guarda avanti': il futuro visto dai vincitori del Premio Terna

Di Claudia Mingardi

Torino, 17 dic. (LaPresse) - Binari del treno che si infrangono tra le onde e finiscono in mare; un dialogo tra tela, luce proiettata e spazio circostante; macerie di una casa che si fanno punto di partenza per un nuovo domani: questo è solo un piccolo assaggio delle opere vincitrici del sesto Premio Terna per l'arte contemporanea che saranno in mostra, fino al 15 gennaio, all'Archivio di Stato di Torino. I lavori descritti sono rispettivamente 'House Train' di Marco Piersanti (fotografia e video arte), 'Vacuum State' di Linda Carrara (pittura) e 'L'alba di una casa sparita' di Sara Alavi (scultura e installazioni), primi classificati nelle categorie di appartenenza e tutti e tre entusiasti della vittoria. "Sapere di essere apprezzati per proprio lavoro - racconta Sara Alavi - dà sempre grande soddisfazione. Ma soprattutto sono contenta per le conoscenze che ho fatto partecipando al premio. Non mi riferisco solo ai galleristi ma agli stessi artisti con cui ho avuto la possibilità di confrontarmi". Dello stesso parere è anche Marco Piersanti.

"Sono incredulo e ancora un po' emozionato - confessa Piersanti -. Questo premio rappresenta una delle opportunità massime in Italia per entrare in contatto con curatori, artisti, e crearsi un sistema di conoscenze che altrimenti sarebbe molto difficile da costruire". Ma c'è di più. I primi classificati avranno anche la possibilità di partecipare a una artist residency a Berlino e lavorare lì per 4 mesi: "Gli organizzatori sono stati formidabili - afferma Linda Carrara - e potersi mettere alla prova in una realtà estera come Berlino è una grande occasione".

Dare agli artisti la possibilità di lanciarsi nel mondo dell'arte è un qualcosa di inevitabilmente proiettato nel futuro e non è un caso che il tema stesso del concorso, nonché titolo dell'esposizione, sia 'L'arte guarda avanti'. "Ogni anno - spiega Gianluca Marziani, curatore del premio insieme a Cristiana Collu - scegliamo un tema che di fatto non è mai un messaggio didascalico, ma una linea a cui ispirarsi e da cui tracciare percorso. Un percorso anche visionario, che parta dalla realtà e, perché no, dal passato, ma che sia capace di andare oltre. In questa sesta edizione, in particolare, abbiamo invitato gli artisti ad esprimere la loro idea di futuro e a dargli forma in una maniera leggibile, visiva. Gli artisti, in fondo, sono da sempre dei costruttori del 'domani'".

Il 'domani' nell'opera di Carrara è rappresentato da un fascio di luce proiettato sulla tela, che, superando i confini del quadro, ingloba lo spazio circostante in maniera sempre di versa: "La luce - spiega - illumina qualcosa che non si conosce. Non sai mai quanto e quale spazio diventerà parte dell'opera e lo stesso vale per il futuro: si tratta di affrontare qualcosa pur non conoscendone i tratti precisi, qualcosa che va scoperto giorno per giorno".

Aggirandosi per la mostra quello che più colpisce è appunto il tema dello slancio in avanti, che, però, in diversi lavori ha come punto di partenza il passato: "Molti artisti - racconta Alavi - dopo la guerra si sono chiesti se è possibile dimenticare una catastrofe e hanno capito che non si può andare avanti senza guardare profondamente indietro. E' come quando si lancia un sasso: bisogna piegarsi indietro prima di buttarsi in avanti. Io mi sono ispirata a questo concetto ed è questo il modo in cui vedo il futuro". Quello di Piersanti è invece uno sguardo a metà tra il reale e il visionario: "Immagino luoghi reali e cerco di proiettarli nel futuro, reinventandoli in chiave onirica. E' come riqualificare spazi urbani, solo in prospettiva fantastica".

Ad affiancare le opere dei vincitori nell'esposizione, ci sono anche quelle di tutti gli altri 21 finalisti, in una collettiva finale di 30 lavori che Marziani definisce "davvero interessanti". "Quest'anno - continua il curatore - abbiamo scelto di dare più spazio ai nuovi talenti, più o meno giovani anagraficamente, ma che secondo noi meritavano maggior visibilità. La stessa linea l'abbiamo seguita nello scegliere Torino come città in cui allestire la mostra: al momento è una delle più attente in Italia alle novità e al contemporaneo".

Con più di 1400 artisti in gara, oltre 20mila accessi al sito per presentare le candidature e oltre 100mila iscritti alla newsletter, questa sesta edizione del Premio Terna è, secondo Marziani, un vero proprio esempio di 'democrazia' nell'arte: "Nelle selezioni non guardiamo mai ai contesti di provenienza. La nostra etica è quella della massima apertura per dare a tutti una possibilità. E' un esempio che dovrebbe essere seguito da tutti. Non solo in campo artistico".

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