Un nuovo tassello si aggiunge al piano promosso dal governo per calmierare i prezzi dei carburanti: dopo Eni e Ip anche Q8 Italia ha deciso di accogliere l’invito fissando un price cap su benzina e gasolio.
E l’effetto comincia a vedersi, seppure in maniera limitata, anche sulle rilevazioni dei prezzi medi a livello nazionale, che secondo l’Osservatorio del Mimit si attestano, per quanto riguarda la rete stradale, a 2,126 euro al litro per la benzina (rispetto ai 2,152 di ieri) e 2,335 euro al litro per il gasolio (2,369 ieri). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,180 euro al litro (ieri 2,214) per la benzina e 2,383 euro al litro per il gasolio (2,420 ieri).
L’iniziativa di Q8
L’iniziativa di Q8 scatterà il primo ottobre e avrà una durata di 30 giorni. La mossa è stata anticipata ieri da Palazzo Chigi, che ha confermato una iniziativa diplomatica per sondare la disponibilità del gruppo kuwaitiano. Ora la premier Giorgia Meloni ringrazia ufficialmente il Kuwait e il gruppo energetico per l’ulteriore “importante segnale di attenzione rivolto alle famiglie italiane”. Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha parlato di un positivo “effetto domino, che aiuta l’economia di famiglie e imprese”.
Le voci critiche
Non mancano tuttavia le voci critiche. Ai distributori indipendenti e ai benzinai, che chiedono un tetto anche per i carburanti all’ingrosso, si uniscono le imprese dell’autotrasporto. Per Paolo Uggè, presidente di FAI-Conftrasporto, il price cap alla pompa rischia di trasformarsi in una “beffa” per i trasporti pesanti, che si riforniscono prevalentemente tramite l’extra-rete visto che in questi casi le compagnie petrolifere non applicano il prezzo scontato, con la conseguenza paradossale che “per effetto di questi tetti al prezzo alla pompa, i committenti adesso chiedono riduzioni di tariffe agli autotrasportatori”. Ma “non sono pensabili lunghe code di mezzi pesanti, in attesa del turno per fare il pieno davanti a distributori stradali o autostradali”, rimarca anche Trasportounito Non solo carburanti.
Gli annunci di Eni e Enel
L’aumento del petrolio si riverbera anche sulle bollette. Secondo Arera il quarto trimestre del 2026, la bolletta elettrica per il ‘cliente tipo’ vulnerabile in Maggior Tutela aumenterà del 37,3% rispetto al trimestre precedente. Ed Eni, tramite la controllata Plenitude, ha annunciato un’offerta commerciale che promette di tagliare le bollette: dal primo al 24 ottobre i nuovi clienti (e quelli vecchi che cambieranno profilo) potranno sottoscrivere il piano con uno sconto del 30% sui corrispettivi di luce e gas rispetto ai prezzi base, con costo della materia prima bloccato per due anni. Un risparmio stimato dalla compagnia in circa 100 euro l’anno a utenza.
Un annuncio al quale Enel risponde ricordando che da aprile 2026 ha attivato l’offerta a prezzo fisso ‘Digital luce’ “più bassa di circa il 50% rispetto al prezzo di mercato all’ingrosso”.

