Conti pubblici, l’Istat conferma il rapporto deficit/Pil al 3,1%

Conti pubblici, l’Istat conferma il rapporto deficit/Pil al 3,1%
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nell’aula della Camera (Foto LaPresse/Roberto Monaldo)

Giorgetti: “Rammarico”. Salvini: “Surreale che Italia debba dipendere da zero virgola per investire sul futuro, per la manovra scostamento di miliardi”

L’Istat conferma il rapporto deficit/Pil al 3,1%. L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari nel 2025 a -3,1% (era -3,4% nel 2024). Lo comunica l’Istat, confermando la rilevazione dello scorso aprile. Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) è risultato pari a +0,8% del Pil (era +0,5% l’anno precedente).

Il dato non consente all’Italia di uscire con un anno di anticipo dalla procedura per deficit eccessivo: il rapporto avrebbe dovuto attestarsi al di sotto del 3%. Secondo i calcoli effettuati nei mesi scorsi, dopo la stima di aprile, per agganciare l’obiettivo sarebbero mancati circa 2 miliardi. L’obiettivo è rimandato al prossimo anno: nei documenti di finanza pubblica, per quest’anno il governo stima il rapporto deficit-Pil al 2,8%. Il 26 luglio 2024, in seguito alla proposta della Commissione, il Consiglio europeo ha avviato una procedura per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia, dato il suo disavanzo di bilancio pari al 7,4% nel 2023. Il 21 gennaio 2025 il Consiglio ha adottato una raccomandazione in base alla quale l’Italia dovrebbe porre fine al suo disavanzo eccessivo entro il 2026, fissando limiti per il tasso di crescita nominale della spesa netta: 1,3% nel 2025 e 1,6% nel 2026.

Inoltre, i Paesi fortemente indebitati sono tenuti a rispettare la disciplina di bilancio, sulla base di criteri e valori di riferimento stabiliti nei trattati dell’Ue (in particolare il debito pubblico dovrebbe rimanere al di sotto del 60% del Pil), portando il proprio debito su una “traiettoria di riduzione plausibile” e avvicinandosi, ad un ritmo soddisfacente, al valore di riferimento sancito dal trattato.

Conti pubblici, l’Istat conferma il rapporto deficit/Pil al 3,1%
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni (Foto Mauro Scrobogna/LaPresse)

Meloni: “Sono dispiaciuta, fatto lavoro complesso”

“Sono chiaramente dispiaciuta perché noi abbiamo fatto un lavoro da questo punto di vista molto complesso in questi anni che ci ha portato a diminuire il deficit. E quindi, insomma, è il classico ‘hai fatto trenta, eri molto vicino al trentuno’. Chiaramente, stare sotto il 3% ci avrebbe consentito in anticipo sulla tabella di marcia di uscire dalla procedura di infrazione, ma vuol dire che andremo avanti per quella che era la tabella di marcia”, le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni commentando i dati diffusi dall’Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025 (3,1%) che non permetteranno all’Italia di uscire anticipatamente dalla procedura di infrazione Ue per deficit eccessivo. 

“Mi rammarica perché nella stessa giornata l’Istat dice anche che rivede le stime di crescita italiana del 2024. C’era stato un errore del 30%, accaduto tutti gli anni che dopo sono state riviste al rialzo. Non so se l’Istat sottostimi gli italiani o il governo ma sta accadendo. Mi spiacerebbe se questo accadesse anche tra due anni e dovessimo scoprire che stavamo sotto il 3% e le stime erano troppo prudenti”, ha aggiunto la premier.

Pil: Istat lo rivede al rialzo per il 2025 a +0,6%

Nel 2025 il Pil ai prezzi di mercato è risultato pari a 2.265.003 milioni di euro correnti, con una revisione al rialzo di 6.954 milioni rispetto alla stima di marzo scorso. Per il 2024 il livello del Pil è stato rivisto al rialzo di 8.564 milioni di euro. Nel 2025, rileva l’Istat nei Conti economici nazionali, il tasso di variazione del Pil in volume è stato pari a 0,6%, 0,1 punti percentuali in più rispetto alla stima del marzo scorso. Sulla base dei nuovi dati, nel 2024 il Pil in volume è aumentato dell’1,1%, con una revisione positiva di 0,3 punti percentuali.

La pressione fiscale sale al 42,9% nel 2025

Nel 2025, la pressione fiscale si è portata a 42,9% del Pil, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 2024. Lo rileva l’Istat nei Conti economici nazionali. Per quanto riguarda il deficit del 2025, l’Istat annota “un peggioramento della stima dell’indebitamento netto di -355 milioni“. È quanto si legge nella nota dell’Istat relativa ai Conti economici nazionali. La revisione è stata al rialzo sia per le entrate, 1.991 milioni, sia per le uscite, 2.346 milioni.

Conti pubblici, l’Istat conferma il rapporto deficit/Pil al 3,1%
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (Foto LaPresse/Roberto Monaldo)

Giorgetti: “Rammarico deficit, Italia non esce da procedura in anticipo”

“Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall’Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025. Purtroppo l’Italia non uscirà anticipatamente già quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato, ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027“. Così il ministro delll’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, dopo il dato sul deficit Pil 2025 diffuso oggi dall’Istat.

Salvini: “Surreale che Italia debba dipendere da zero virgola per investire su futuro”

“So che i colleghi giornalisti in Italia, e non solo, saranno impegnati nel commentare lo 0,1, perché per lo 0,1 l’Italia non esce dalla procedura di infrazione. È surreale nel 2026 che la seconda potenza industriale d’Europa, la quinta potenza esportatrice al mondo debba dipendere da meccanismi e logiche dello ‘zero virgola’ per capire se può o non può investire nel suo futuro. Non sarà questo 0,1 a condizionare o a limitare la nostra voglia di investire, innovare, mettere in sicurezza”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, intervenuto in videocollegamento con la presentazione della Relazione al Parlamento dell’Autorità Regolazione dei Trasporti.

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Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini (Foto Roberto Monaldo/LaPresse)

“Noi dobbiamo affrontare una legge di bilancio che punta sugli investimenti, sullo sviluppo, sul futuro, sulla riforma delle pensioni, sull’aumento degli stipendi, quindi a me dello zero virgola in più o in meno interessa zero“, ha poi detto Salvini a margine della visita a InnoTrans a Berlino. “È evidente che serve uno scostamento di bilancio da miliardi”, ha aggiunto.

“Ci sono imprese, uomini, donne, è un’Italia che sta correndo, solo come Ministero a me servono 8 miliardi da qui a fine anno per pagare i lavori già fatti, quindi non mi interessa commentare lo zero virgola. I francesi sono oltre i 5, quindi di cosa stiamo parlando?“, ha aggiunto Salvini facendo riferimento al dato sul deficit. “Non voglio lasciare a chi verrà dopo di me, come ho trovato io, progetti fermi, quindi gli 8 miliardi vanno a saldare il pregresso, in legge di bilancio ho bisogno di almeno altrettanto”, ha affermato. “Con i 14 miliardi dell’Europa noi possiamo pagare nuove opere, io sto parlando di cantieri fatti nel 2024, 2025, 2026: noi abbiamo bisogno di una legge di bilancio, con due guerre in corso, forte, coraggiosa, non dello zero virgola. Avrei detto la stessa cosa se invece nel 3,1% ci fosse stato 2,9. Siamo la seconda potenza industriale d’Europa, non possiamo rimanere bloccati agli umori di qualche burocrate europeo. Quindi questo porterò il tema della riforma delle pensioni, dell’aumento degli stipendi per i giovani su due temi centrali”.

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