Mps, avanti su Bpm e Banca Generali anche con successo Intesa

Mps, avanti su Bpm e Banca Generali anche con successo Intesa
Sede di Monte dei Paschi di Siena, 12 giugno 2003 (Foto ROBERTO MONALDO/LAPRESSE)

Attese sinergie da 1,8 miliardi. Equita: “Nessun nuovo elemento risolutivo”

Le offerte lanciate da Mps su Banco Bpm e Banca Generali sarebbero a sconto, e non a premio, se calcolato prima dell’Opas di Intesa San Paolo. È quanto sottolinea Monte Paschi nei chiarimenti forniti alla Consob, assicurando che – se anche Intesa avesse successo – il mutamento di controllo di piazza Salimbeni non determinerebbe la fine delle due offerte, che invece andrebbero avanti.

“Resterebbero ferme le condizioni di efficacia previste dalle Offerte promosse da Monte Paschi e le relative facoltà di rinuncia o modifica ivi previste, nei limiti consentiti dai termini delle stesse e dalla normativa applicabile, nonché le prerogative delle autorità di vigilanza”, scrivono da Rocca Salimbeni rispondendo alle richieste di chiarimenti dell’autorità di Vigilanza. In sostanza, l’eventuale successo di Ca’ de Sass non determinerebbe “di per sé, la decadenza, l’inefficacia o la facoltà di revoca delle Offerte promosse”.

Lo sconto sulle offerte per Banco Bpm e Banca Generali

L’altro punto toccato dal lungo comunicato riguarda i prezzi offerti. L’Opas di Intesa con premio del 12,5% ha spinto al rialzo il titolo senese, ma Rocca Salimbeni osserva che, considerato il prezzo medio ponderato di Mps prima del 5 giugno, lo sconto dell’offerta su Bpm sarebbe tra il 5,7% (minimo) e il 10,4% (massimo), mentre quello su Banca Generali tra l’1,6% e il 7,9%. E sebbene Bpm non sia stata oggetto di specifica richiesta dell’autorità, “la banca ritiene opportuno fornire anche il dato riferito all’ultimo prezzo ufficiale disponibile (in data 11 settembre 2026), dal quale emerge un premio implicito pari al 3,4%”, prosegue Mps.

Mps, avanti su Bpm e Banca Generali anche con successo Intesa
(Foto LaPresse)

Le sinergie attese da Mps

Sul capitolo sinergie, Siena si attende complessivamente 1,8 miliardi, di cui 1,2 di costo e 0,6 di ricavo, a fronte di oneri di integrazione per 1,9 miliardi. Nello specifico per Bpm stima sinergie per 1,4 miliardi annui a regime, con un pieno raggiungimento a regime nel 2029, mentre gli oneri di integrazione una tantum sono stimati in circa 1,5 miliardi. Per Generali, l’importo stimato è di 0,4 miliardi annui a regime, e 400 milioni una tantum di costi di integrazione.

Equita e Kepler sui rischi dell’operazione

Per Equita “il comunicato non fornisce nuovi elementi risolutivi sui principali rischi industriali, regolamentari ed esecutivi dell’operazione”, osservano in un report gli analisti secondo cui restano “irrisolti” elementi di incertezza come la gestione delle partecipazioni incrociate tra BMPS e Assicurazioni Generali e l’assetto futuro delle principali fabbriche prodotto del gruppo combinato. Gli esperti di Kepler mantengono “il giudizio ‘Hold’ con un obiettivo di prezzo di 12,2 euro, poiché riteniamo che l’offerta di Intesa Sanpaolo avrà la meglio”.

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