Prezzi carburanti, ancora rincari per la benzina: “In due giorni +85 cent per un pieno”

Prezzi carburanti, ancora rincari per la benzina: “In due giorni +85 cent per un pieno”
Una stazione di rifornimento carburanti. (Foto: Valentina Stefanelli/LaPresse)

I calcoli sono dell’Unione Nazionale Consumatori, mentre il Codacons chiede al governo “misure adeguate per tutti”

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noto che oggi, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,039 euro al litro per la benzina e a 2,147 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,124 euro al litro per la benzina e 2,221 euro al litro per il gasolio.

Unione nazionale consumatori: “In due giorni un pieno +85 cent”

In appena due giorni, nella rete stradale un pieno da 50 litri costa 85 centesimo in più, sia per la benzina che per il gasolio. In autostrada il gasolio si paga 85 cent in più, mentre la benzina addirittura 1 euro in più. In un solo giorno, da ieri a oggi, un rifornimento di gasolio aumenta di 75 cent in autostrada e 80 nelle strade normali, la benzina, rispettivamente, 70 e 60 cent”, denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Se il governo Meloni non rinnovasse lo sconto, il 6 settembre il gasolio arriverebbe a 2,392 in autostrada, a un pelo dai 2,4 euro, e 2,318 nelle strade normali. Insomma, non bastano stanziamenti ridicoli come i 14,5 milioni necessari per il bonus Carburanti per i lavoratori messi nel decreto carburanti del gennaio 2023. Bisogna ridare agli automobilisti l’Iva in più che hanno pagato da marzo ad agosto 2026 rispetto a quella versata negli stessi mesi del 2025, invece di fare calcoli farlocchi come fanno ora, abbassando le accise di 30 cent per il gasolio e 15 cent per la benzina”, conclude Dona.

Codacons: “Prezzi in rialzo, governo studi misure adeguate per tutti”

Alla denuncia si unisce anche il Codacons. “I prezzi dei carburanti continuano a salire in tutta Italia. Una situazione di emergenza su cui pesa la fine dello sconto sulle accise prevista per il prossimo 5 settembre. Tra soli due giorni lo sconto fiscale sul gasolio terminerà e il governo non sembra intenzionato a prorogare la misura – evidenzia l’associazione – Questo significa che, in assenza di nuove proroghe, a partire dal prossimo weekend il gasolio al self raggiungerà il prezzo medio di 2,4 euro al litro in autostrada, mentre sulla rete ordinaria i listini saliranno sopra i 2,3 euro/litro”.

“Indipendentemente dall’andamento futuro dei listini alla pompa, l’addio allo sconto fiscale da 17 centesimi di euro costerà agli italiani 8,5 euro in più su ogni pieno di diesel, una stangata che in questo momento il governo deve assolutamente evitare abbandonando l’idea di misure legate a redditi o attività lavorativa – avverte il Codacons –. Prevedere sconti solo per chi ha Isee bassi o utilizza l’auto per lavoro non risolverà la situazione, ma anzi potrebbe peggiorare il quadro economico generale, considerato che il caro-carburanti colpisce in modo trasversale tutti i consumatori e impoverisce milioni di famiglie che rientrano nel ceto medio, indipendentemente dalle soglie Isee o dall’attività lavorativa svolta”. 

Prezzi al top a Bolzano, seguono Calabria e Sicilia

I prezzi dei carburanti sono ancora in aumento e si avvicinano, se non superano, i livelli massimi del 2022. Per avere un’idea, nella settimana del 14 marzo 2022, con l’impennata del petrolio dovuta all’invasione russa in Ucraina, il prezzo medio della benzina era di circa 2,184 litro. Come emerge a scorrere le tabelle dell’Osservatorio sui prezzi, i prezzi sono arrivati al top nella provincia di Bolzano, con il gasolio a 2,195 euro, mentre la benzina costa in media 2.077. Seguono la Calabria, dove il diesel è arrivato a 2.172 euro e la benzina a 2.064, e la Sicilia (diesel 2.198 euro e benzina 2.052).

Il 5 settembre scade lo sconto di 17 centesimi sul gasolio, portando potenzialmente i prezzi vicino ai 2,30 euro. Il governo si appresta a confermare il taglio ancora per una manciata di giorni con un intervento ponte, attivando il meccanismo delle accise mobili attraverso un decreto ministeriale Mef-Ambiente. I tecnici del Mef sono al lavoro, ma la durata della proroga dipenderà dai dati sull’extragettito Iva di agosto non ancora definitivi. Con i circa 20 milioni di luglio è stata coperta la precedente proroga di soli due giorni, il 25 e 26 agosto. Destinato a slittare invece l’annunciato intervento con gli aiuti selettivi, sui cui va trovato anche un accordo politico.

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