Mps: “Rispettare la passivity rule”, Intesa chiama la Consob

Mps: “Rispettare la passivity rule”, Intesa chiama la Consob

Dopo l’Opas il gruppo bancario torinese invoca il richiamo alle regole. L’ad di Monte dei Paschi Lovaglio parla al FT del Piano su Bpm e Banca Generali.

Mps continua a tenere banco dopo l’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo che chiama in causa la Consob invocando il rispetto della passivity rule. Secondo fonti vicine al dossier infatti Intesa ha presentato all’Autorità pubblica che regola e controlla il mercato finanziario in Italia osservazioni e considerazioni riguardanti criticità emerse in seguito alle operazioni annunciate dopo il lancio dell’offerta su Monte dei Paschi di Siena.

La passivity rule

L’iniziativa – si fa presente – punta a tutelare l’integrità del mercato e la corretta informazione verso tutti gli azionisti e a evidenziare la necessità del rispetto della normativa vigente con riferimento tra l’altro alla cosiddetta passivity rule; una regola che mira a salvaguardare la contendibilità delle società quotate impedendo che gli amministratori attuino iniziative difensive per scongiurare offerte e scalate esterne.

Le mosse di Mps

Tra le contromosse della banca senese all’Opas di Intesa, l’offerta su Banco Bpm e Banca Generali.

Ieri Banco Bpm (che comunque aveva presentato la volontà di fusione con Mps a inizio giugno, una ‘lettera d’amore’ l’aveva definita l’amministratore di Intesa Sanpaolo Carlo Messina) ha in sostanza preso tempo; un modo forse per far capire a Mps che non sarà facile come immaginava. Per capire cosa ne pensa Banca Generali è previsto intanto un cda di Generali per domani 27 agosto. In quella sede la grande assicurazione del Leone di Trieste rifletterà e proverà a delineare una prima valutazione dell’offerta di Mps.

Lovaglio scrive al Financial Times

Il Piano di Mps “viene travisato” – scrive l’amministratore delegato di Mps Luigi Lovaglio in una lettera al Financial Times in risposta a un articolo pubblicato il 22 agosto sulla ‘Column Lex’ del quotidiano – non essendo “un’integrazione a quattro”, con “la fusione con Mediobanca già in corso” e “con il relativo quadro di integrazione già incorporato nel nostro Piano aziendale”. Per Lovaglio “considerarla come una nuova operazione sovrastima notevolmente sia ciò che resta da fare sia il rischio complessivo di esecuzione. Banco Bpm e Banca Generali non sono imprese equivalenti, e quindi non dovrebbero essere considerate come un’unica sfida di integrazione”.

Il Piano di Lovaglio: “Più di una manovra difensiva, è visione di crescita”

“Il nostro progetto industriale è molto più di una manovra difensiva che Lex, in modo alquanto sorprendente, definisce ‘stravagante’ – osserva Lovaglio – riflette una forte visione di crescita per servire al meglio le famiglie e le imprese, e l’economia italiana nel suo complesso”.

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