Oltre 1 italiano su 3 non può permettersi una settimana di vacanze

Oltre 1 italiano su 3 non può permettersi una settimana di vacanze
Foto di archivio

Lo ha detto a LaPresse il presidente di Federturismo Confindustria Massimo Caputi: “Il problema dipende dal potere d’acquisto delle famiglie”

Italia oggetto del desiderio, di passioni e anche sofferenze. Perché se da un lato crescono le presenze straniere nei mesi clou dell’estate (+8,3%), oltre un italiano su tre non riesce a permettersi nemmeno una settimana di vacanze.

Parlando con LaPresse, il presidente di Federturismo Confindustria Massimo Caputi spiega che infatti “il successo dell’Italia sui mercati internazionali convive con la difficoltà di una parte consistente della popolazione italiana a permettersi una vacanza: secondo i dati più recenti, oltre un italiano su tre non dispone delle risorse necessarie per trascorrere una settimana fuori casa”.

Per Caputi “è un problema che dipende innanzitutto dal potere d’acquisto delle famiglie e non può essere imputato al settore turistico, ma deve comunque interrogarci”. Come emerge dai dati Istat di luglio, i costi per ristoranti e alloggi corrono più dell’indice generale dell’inflazione (+3,4% contro il +2,9%).

Una possibile soluzione dalle imprese

Una possibile soluzione potrebbe arrivare dalle imprese: “Possono contribuire con offerte più flessibili, soggiorni modulabili, una maggiore articolazione dei prodotti e proposte distribuite anche nei periodi meno richiesti”. “Occorre però una riflessione più ampia, che coinvolga anche le istituzioni, sugli strumenti capaci di rendere il viaggio maggiormente accessibile“, osserva Caputi, che annuncia per settembre la presentazione di “uno strumento fiscale agevolativo”. La crescita del turismo “sarà davvero solida se, oltre ad attrarre visitatori internazionali, consentirà a un numero più ampio di italiani di continuare a conoscere e vivere il proprio Paese”, riflette. La crescita sostenibile non è l’unica sfida per il turismo.

Come il cambiamento climatico incide sulle scelte dei turisti

Il cambiamento climatico, osserva Caputi, “sta già incidendo sulle scelte dei turisti e sull’organizzazione dell’offerta. Temperature molto elevate, incendi, fenomeni meteorologici estremi e pressione sulle risorse idriche possono creare criticità localizzate, modificare la stagionalità e rendere più complessa la gestione di alcune destinazioni”.

Tra le conseguenze possibili nel medio periodo c’è “una redistribuzione dei flussi: una maggiore domanda nei mesi tradizionalmente considerati di bassa stagione, una crescita delle destinazioni montane, collinari e delle aree interne e una diversa organizzazione delle giornate e delle attività nelle località più calde”. Caputi avverte che ciò “può contribuire alla destagionalizzazione e alla scoperta di nuovi territori, ma non deve farci sottovalutare i rischi”.

Nel frattempo serve “investire nell’adattamento: efficienza energetica e idrica delle strutture, manutenzione del territorio, sistemi di allerta, protezione delle infrastrutture, sicurezza dei lavoratori e dei visitatori e una mobilità sempre più efficiente e sostenibile”.

Boom di presenze straniere a luglio e agosto

Sul boom di presenze straniere a luglio e agosto, Caputi spiega che “l’interesse verso l’Italia è molto forte, ma la vera sfida è trasformare le ricerche in prenotazioni e le presenze in valore stabile per le imprese e i territori”.

Bene l’aumento del 26% delle ricerche di voli verso l’Italia, ma “non dobbiamo limitarci a contare gli arrivi: dobbiamo aumentare la qualità dell’esperienza, la durata dei soggiorni, la ricchezza generata lungo l’intera filiera e sui territori”, attraverso “investimenti nell’offerta, nella digitalizzazione e nella capacità di utilizzare i dati”. Ma anche con “personale adeguatamente formato, servizi all’altezza delle aspettative internazionali e collegamenti efficienti”.

Investimenti per migliorare la mobilità

In questo quadro, un contributo “fondamentale arriva dalle Ferrovie italiane e dagli investimenti destinati a migliorare la mobilità del Paese”. La mobilità è “parte integrante dell’esperienza turistica: una destinazione, per quanto attrattiva, può crescere soltanto se è facilmente raggiungibile e se il visitatore può muoversi agevolmente una volta arrivato. In questo la Spagna insegna: il numero dei voli turistici sono un elemento vincente del loro turismo”, osserva.

Tensioni fra Roma e Madrid

E sulle tensioni fra Roma e Madrid il numero uno di Federturismo assicura che “al momento non abbiamo elementi per prevedere ripercussioni significative sui flussi turistici tra i due Paesi”.

© Riproduzione Riservata