Una correzione sulle pensioni mette in salvo gli esodati. Con una nuova circolare l’Inps individua le casistiche tutelate tramite un breve prolungamento degli assegni straordinari, delle isopensioni (ovvero un assegno di esodo) e delle indennità di espansione per i lavoratori che non raggiungerebbero la nuova data di decorrenza della pensione entro il periodo ordinario di esodo (a causa dell’incremento dei requisiti pensionistici previsto dalla legge numero 199 del 2025).
L’impostazione dell’Inps
Con questa circolare (la numero 41 del 3 aprile 2026) l’Inps cambia l’impostazione. L’aumento dei requisiti si applica anche agli scivoli ma non vengono interrotti gli strumenti di accompagnamento. Gli assegni (di esodo) possono essere prorogati fino alla prima finestra per la pensione anche oltre i limiti ordinari di durata. Fondamentalmente gli scivoli non hanno più una durata fissa ma si agganciano al raggiungimento della pensione. In sostanza si guarda avanti, evitando la formazione di nuovi esodati, immaginando così l’aumento futuro dei requisiti.
Come si arriva al chiarimento
Nel 2025 la legge (la numero 199) ha modificato la disciplina relativa all’adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico per il biennio 2027-2028, originariamente fissato in tre mesi, riducendolo a un solo mese per il 2027. A inizio 2026 il ministero dell’Economia e delle finanze, sulla base dei più recenti dati demografici Istat, aveva aggiornato le stime sui requisiti pensionistici ‘in via prospettica’, delineando la tendenza attesa per i prossimi decenni.
Con la nuova circolare, l’Inps fornisce quindi indicazioni sugli effetti prodotti da queste novità normative sulle prestazioni di accompagnamento alla pensione, ossia sugli assegni straordinari per i lavoratori del settore bancario e assicurativo, sulle isopensioni e sulle indennità di espansione.
Accompagnamento fino alla pensione
Al fine di consolidare il sistema degli strumenti normativi di accompagnamento alla pensione e di tutelare i soggetti già beneficiari, la circolare in questione ammette il prolungamento della prestazione fino alla nuova data di pensionamento, anche oltre il periodo ordinario di durata massima dell’esodo, attualmente fissato in 4, 5 o 7 anni a seconda della tipologia di prestazione. Questa possibilità risponde all’esigenza di non penalizzare i lavoratori che, per effetto dell’incremento dei requisiti pensionistici – da uno a tre mesi – non avrebbero altrimenti raggiunto la nuova decorrenza della pensione al termine del periodo di esodo. La soluzione adottata si fonda su specifiche previsioni della normativa speciale e su un’interpretazione evolutiva che tiene conto delle diverse casistiche emerse nel corso del tempo, offrendo una risposta sistematica alle esigenze di continuità delle tutele. Inoltre la circolare introduce una specifica tutela a favore di due categorie di lavoratori: coloro che, considerando i requisiti e le stime vigenti fino al 2025, hanno cessato l’attività lavorativa entro il 31 gennaio 2026; coloro che, già nel 2026, sono interessati dall’allungamento della finestra di decorrenza della pensione in quanto iscritti alle Casse dei dipendenti pubblici Cpdel (Cassa pensioni dipendenti enti locali), Cps (Cassa pensioni sanitari), Cpi (Cassa pensioni insegnanti) e Cpug (Cassa pensioni ufficiali giudiziari).

