Tra i più grandi imprenditori italiani, era uno degli uomini più ricchi del BelPaese. È stato nominato cavaliere del Lavoro nel 1986

Addio a Leonardo Del Vecchio. Il fondatore di Luxottica e presidente di EssilorLuxottica, attualmente la più grande holding produttrice e venditrice mondiale di occhiali e lenti con circa 80mila dipendenti e oltre 9mila negozi, è morto a 87 anni a Milano. Tra i più grandi imprenditori italiani, era uno degli uomini più ricchi del BelPaese: maggior azionista di Mediobanca oltre che di Generali e dell’immobiliare francese Covivio, è stato nominato cavaliere del Lavoro nel 1986. La rivista Forbes ha valutato la sua ricchezza ad aprile di quest’anno in 27,3 miliardi di dollari.

Nato a Milano nel 1935, da genitori emigrati dalla Puglia, ha avuto un’infanzia travagliata, con gli anni da bambino nell’orfanotrofio dei Martinitt. L’estensione del suo mondo imprenditoriale e finanziario inizia dalla costruzione di montature per occhiali, con una piccola fabbrica nel Bellunese ad Agordo. A 26 anni comincia a costruire la storia di Luxottica e nel 2017 arriva la fusione con Essilor. Istituzioni e imprenditoria si sono unite nel cordoglio per la sua scomparsa.”Per oltre sessant’anni protagonista dell’imprenditoria italiana – sottolinea il presidente del Consiglio, Mario Draghi – Del Vecchio ha creato una delle più grandi aziende del Paese partendo da umili origini, dall’accoglienza presso l’orfanotrofio dei Martinitt a Milano e dall’esperienza come garzone e operaio. Cavaliere del lavoro dal 1986, ha sempre coniugato l’apertura internazionale con l’attenzione per il sociale e per il territorio. Del Vecchio è stato un grande italiano: ha portato la comunità di Agordo e il Paese intero al centro del mondo dell’innovazione. Alla famiglia, le condoglianze di tutto il Governo e mie personali”. Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, nel suo saluto parla di “un grande uomo e imprenditore, orgoglio italiano nel mondo. Spero che la sua storia personale possa essere di esempio per i giovani che decidono di provare (e vincere) la sfida dell’impresa”. Fa eco alle sue parole il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, che sottolinea il suo “esempio per oggi e domani”.

“Il suo è senza alcun dubbio un esempio vincente e di successo dell’eccellenza italiana nel mondo. Vicino alla famiglia e a tutti i suoi cari”, aggiunge il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Esprime profonda costernazione il mondo economico. Dall’ex presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo, con il quale ha collaborato per una linea di occhiali che ricorda “un imprenditore straordinario, capace di dimostrare come coraggio, visione, determinazione e capacità possano creare nel nostro Paese aziende di successo, partendo da zero, così come è avvenuto in molti casi nell’immediato dopoguerra”, a John Elkann, il quale rimarca come abbia “saputo costruire un gruppo industriale senza eguali, portando l’ingegno italiano ad eccellere in tutto il mondo. Da sempre vicino con entusiasmo e passione alla Ferrari, lo ricordo con profondo rispetto e ammirazione”. E Francesco Gaetano Caltagirone, con il quale si è intrecciata la storia in Mediobanca e Generali, evidenzia che “se n’è andato un grande italiano. Ne sentirò la mancanza come amico, come imprenditore e come uomo di princìpi. Ho sempre apprezzato la sua lealtà, la sua voglia di lavorare per il bene dell’azienda, con assoluto distacco dal potere che la forza economica può dare, la sua grande visione anche sociale”.

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