Proposta di acquisto da parte del fondo americano Kkr: il supercomitato di ministri ed esperti potrebbe riunirsi già in settimana

Il Governo prenda una posizione urgente e chiara che preservi le infrastrutture del Paese e gli occupati del settore“. È la richiesta in una lettera unitaria dei sindacati di categoria delle telecomunicazioni, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, dopo la proposta d’acquisto di Tim da parte del fondo americano Kkr. L’esecutivo, dal canto suo, segue con attenzione la vicenda e il ‘supercomitato’ di ministri ed esperti potrebbe riunirsi già in settimana per un primo esame del dossier e per valutare la possibilità di esercitare il golden power a tutela della rete nel caso in cui un altro investitore straniero faccia il suo ingresso in Tim. Intanto, già la prossima settimana si terrà un incontro tra i sindacati e l’azienda. Le sigle di categoria hanno, infatti, richiesto un faccia e faccia per valutare futuro e prospettive di Telecom Italia di fronte a un possibile nuovo cambio di proprietà.

Il numero uno di Confindustria, Carlo Bonomi, apprezza “la sensibilità con cui il Governo sta tenendo con massima attenzione il dossier, parliamo di un settore strategico”. Di tutt’altro avviso, invece, i sindacati: “La difesa degli attuali livelli occupazionali e il loro sviluppo non possono passare dal rimanere in attesa di cosa farà il mercato o da un gruppo di lavoro”. Mentre nell’audizione prevista per giovedì prossimo, alle 11.30, al Copasir (Comitato per la sicurezza della Repubblica) del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, non è da escludere che proprio la vicenda Tim rientri tra quelli all’ordine del giorno.

Il mondo della politica non resta a guardare. Secondo il leader della Lega, Matteo Salvini, “non serve un’operazione finanziaria che rischia di portare ad uno spezzatino di una realtà così importante per il Paese” come Tim e, “visti i non brillanti risultati degli ultimi mesi, il cambio ai vertici auspicato da più parti pare tema non più rinviabile”. E il dem Graziano Delrio fornisce questa lettura: “Il Governo ha scelto di essere arbitro in questa fase ma deve essere un arbitro parziale cioè difendere i cittadini e loro diritto alle opportunità che offre la rete”.

Per i deputati M5S in commissione Trasporti, ancora, “la difesa degli interessi nazionali e dei livelli occupazionali devono essere la priorità” e i senatori pentastellati in commissione Lavori pubblici e Comunicazioni chiedono che l’esecutivo riferisca in Parlamento. Ma si registra anche il pressing sul Governo da parte di LeU per “tutelare – sostiene il senatore Francesco Laforgia – l’interesse dei cittadini da operazioni speculative”. Non finisce qui. Il senatore di FdI e presidente del Copasir, Adolfo Urso, è prudente: “Il Comitato, rispetto a quanto prevede la legge, farà le sue valutazioni e poi, se vuole, si esprimerà come Comitato. Non mi esprimo certo io”. Da Forza Italia, infine, la vicepresidente dei deputati Claudia Porchietto “auspica” che il Governo utilizzi lo strumento del golden power: “È importante che l’Italia anteponga l’interesse del Paese e la tutela delle sue società più importanti come Tim, la nostra maggiore società di telecomunicazioni, le cui implicazioni in caso di cessione a un fondo straniero sarebbero molto rischiose“.

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