Previsto uno sciopero della spesa con una sera al buio

Arriva la stangata d’autunno: previste già nel mese di ottobre le maxi bollette di luce e gas. Ma non solo. L’aumento del 40% della bolletta elettrica potrebbe avere effetti pesanti anche su altri beni di consumo, dalla benzina al pane, per un conto complessivo che potrebbe sfiorare i 1.300 euro a famiglia. Una stangata figlia della scarsità di scorte di gas e della difficoltà nelle forniture provenienti da Russia e Norvegia. Ma anche del minore arrivo di gas liquefatto e dell’aumento del prezzo della Co2. A spiegarlo a LaPresse è Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, secondo il quale “c’è meno gas in Europa di quello che sarebbe necessario in questo momento. Le scorte – spiega – sono a livelli minimi per questo periodo dell’anno. Si stima un 20% in meno rispetto alla media. Sono arrivate meno forniture da parte dei nostri fornitori principali, Norvegia e Russia, per questioni di manutenzioni e perché la Russia è in guerra con l’Ucraina. Inoltre, ci sono stati minori arrivi di gas liquefatto che è finito invece sul mercato asiatico dove i prezzi del carbone sono triplicati”. A pesare è anche il prezzo della Co2. “E’ più che raddoppiato”, spiega il presidente di Nomisma Energia. “Siamo a 61 euro per tonnellata rispetto ai 25 euro per tonnellata del 2020. Per produrre elettricità in Europa occorre comprare un permesso per emettere Co2 e la disponibilità di questi permessi è diminuita per raggiungere gli obiettivi di taglio dell’anidride carbonica che la Ue si è posta con il Fit for 55”. Per calmierare i prezzi dell’energia, secondo Tabarelli è necessario ragionare sul lungo termine. E quindi: “Pensare ad aumentare l’offerta di gas, diversificare l’approvvigionamento, e aumentare la produzione nazionale”.

Sul fronte dei consumatori a lanciare l’allarme sui rincari è Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, che a LaPresse fa i conti nel dettaglio: “Più di 500 euro annui di rincari a carico di una famiglia con due figli solo per le forniture di luce e gas. E, per effetto indiretto, +768 euro annui a famiglia, di cui +140 euro solo per gli alimentari e +174 euro per la voce trasporti, portando il conto complessivo della stangata a sfiorare i 1.300 euro a nucleo familiare”. L’aumento dei prezzi, infatti, per effetto dell’incremento del costo dell’energia, “potrebbe interessare tutto il comparto alimentare con ripercussioni – spiega Truzzi – sul prezzo di pasta, riso e scatolame. Rincari anche sul fronte dei trasporti. “Aumenteranno le spese sia per quelli pubblici che privati, dal costo del biglietto dell’autobus a quello della benzina e della manutenzione delle automobili”. Il presidente dell’associazione si rivolge quindi al governo. “Ci appelliamo al ministro dell’Economia Daniele Franco affinché gli aumenti vengano assorbiti cancellando gli oneri impropri in bolletta (tasse e accise anacronistiche), e i cosiddetti oneri di sistema che pesano per oltre il 10% sulle bollette degli italiani. Ci appelliamo inoltre al ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani affinché potenzi gli interventi di autoproduzione di energia, le cosiddette comunità energetiche, una misura strutturale che metterebbe le famiglie al riparo dagli aumenti”.

Per protestare contro il caro bollette di luce e gas, e i rincari a cascata su prezzi e tariffe, Assoutenti e Movimento Consumatori si preparano a uno sciopero della spesa. “Siamo pronti a organizzare tra fine settembre e l’inizio di ottobre uno sciopero generale della spesa, e una serata al buio, per lanciare un segnale forte al governo. I cittadini, già messi in ginocchio dall’emergenza Covid saranno invitati a non fare acquisti per un giorno”.

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