A Piazza Affari chiude la giornata in progresso del 7% a 14,86 euro. Sul futuro preoccupa la carenza globale dei semiconduttori

Stellantis ha confermato la guidance sul 2021 dopo aver chiuso il primo trimestre dell’anno con ricavi in crescita a doppia cifra. Tuttavia sul futuro preoccupa la carenza globale dei semiconduttori, perchè, se finora l’impatto sui volumi di produzione èstato piuttosto contenuto, il peggio si vedrà proprio nel trimestre in corso. Il mercato però non si lascia spaventare e festeggia i risultati finora conseguiti. In una seduta intonata al rialzo a Piazza Affari, il titolo Stellantis si mette in evidenza e chiude la giornata in progresso del 7% a 14,86 euro.

Ricavi forti dopo la fusione, consegne in aumento nonostante impatto carenza chip. Il gruppo, nato a gennaio dalla fusione tra Fca e la francese Psa, ha registrato nei primi tre mesi dell’anno ricavi netti pari a 34,3 miliardi di euro. I ricavi su base pro-forma, per il confronto su base annua, sono aumentati del 14% a 37 miliardi di euro rispetto ai 32,4 miliardi del primo trimestre 2020, grazie ai maggiori volumi, soprattutto in Nord America e in Europa. “Nel primo trimestre dopo la fusione, Stellantis ha riportato forti ricavi, con il portafoglio di marchi diversificato che ha trainato la crescita dei volumi, un effetto prezzi positivo e un miglioramento del mix di prodotto nonostante le difficoltà dovute alla carenza di semiconduttori a livello globale”, ha detto il direttore finanziario Richard Palmer assicurando che il gruppo sta monitorando la situazione punta a minimizzare l’impatto della crisi sulla produzione.

Nel primo trimestre le consegne di Stellantis sono state pari a 1,6 milioni di unità (+12%) e riflettono la robusta domanda e il mix della clientela retail, ma anche l’impatto della sospensione temporanea della produzione nel primo trimestre 2020 dovuta al Covid, parzialmente compensati da perdite pari all’11% circa (circa 190.000 unità) della produzione programmata nel primo trimestre 2021 per la carenza di semiconduttori.

Per quanto riguarda il 2021, il gruppo ha comunque confermato la guidance con margine operativo rettificato tra il 5,5 e il 7,5%, sempre che non vi siano ulteriori lockdown significativi dovuti al Covid. Dal punto di vista commerciale Stellantis ha ribadito che prevede che le vendite del settore cresceranno del 10% in Europa quest’anno e dell’8% in Nord America.

In una lettera ai dipendenti che LaPresse ha potuto visionare, Carlo Tavares commenta con soddisfazione l’avvio della nuova società sottolineando che Stellantis “ha iniziato l’anno e il suo nuovo viaggio con un forte slancio, dimostrando tutto il suo straordinario potenziale”. Tavares si è poi soffermato sulla crisi dei chip. “Siamo certamente partiti con il piede giusto. Tuttavia, abbiamo ancora molta strada da fare, mentre continuiamo a dimostrare la nostra capacità di far fronte a condizioni avverse. Tra queste, la carenza globale di semiconduttori che sta colpendo duramente l’intero settore automobilistico”.

Bene anche il primo trimestre di Cnh con il gruppo che ha registrato ricavi consolidati per 7,5 miliardi di dollari in crescita del 37% rispetto al primo trimestre 2020, mentre l’utile netto è balzato a 425 milioni, con un risultato diluito per azione adjusted pari a 0,32 dollari. L’Ebit adjusted delle attività industriali si è attestato a 545 milioni. Per quanto riguarda la liquidità netta delle attività industriali è stata di 0,6 miliardi di dollari al 31 marzo 2021.

“La nostra robusta partenza nel 2021 riflette sia l’elevata domanda dei nostri mercati finali sia le impressionanti prestazioni dell’intero team di Cnh Industrial. Abbiamo superato sfide senza precedenti nella catena di approvvigionamento, l’aumento dei costi delle materie prime e il persistente impatto del Covid-19, e abbiamo conseguito una solida crescita dei ricavi e l’espansione dei margini, perfino superiori alle performance del primo trimestre del 2019, a riprova dell’impegno, della grinta e dell’ingegnosità della nostra forza lavoro”, commenta Scott Wine, chief executive officer del gruppo. “Inoltre, con i nostri sforzi rifocalizzati sullo spin-off, la sovraperformance di Iveco e del nostro business On-Highway è stata tempestiva – sottolinea il manager -. Con un sano ritmo di crescita nei nostri mercati, un’attuazione dei piani agile e in miglioramento in tutti in nostri business e una strategia ambiziosa ma realizzabile, il team di Cnh Industrial è ben posizionato per il resto dell’anno e anche oltre”.

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