L'istituto di previdenza ha garantito pagamenti diretti a oltre 3,6 milioni di lavoratori

Quasi 29 milioni di prestazioni Cig Covid dall’inizio dell’emergenza per oltre 3,6 milioni di lavoratori.

Sono i numeri dell’Inps sull’erogazione della cassa integrazione per l’emergenza coronavirus aggiornati all’8 febbraio 2021.

A poco più di un anno dall’arrivo del virus in Italia l’istituto di previdenza ha garantito pagamenti diretti a oltre 3,6 milioni di lavoratori e a conguaglio su anticipo delle aziende per 3,4 milioni di lavoratori, per un totale di quasi 29 milioni di integrazioni mensili su oltre 4 miliardi di ore autorizzate. Queste cifre “eccezionali, mai registrati prima in Inps”, sottolinea l’istituto, “sono stati possibili solo grazie allo straordinario impegno del personale, alle importanti ottimizzazioni tecnologiche e al continuo potenziamento della infrastruttura informatica dell’istituto implementate soprattutto in questo ultimo periodo”.

Nel dettaglio per quanto riguarda le domande di autorizzazione Cig da parte delle aziende, emerge l’elevato numero di domande presentate (3.674.346) a seguito dei diversi provvedimenti normativi che hanno introdotto le misure di sostegno al periodo emergenziale, delle quali ne sono state definite 3.600.266 (98%), di cui 3.304.683 autorizzate (pari all’89,8%) e 295.583 respinte. Delle restanti domande in corso di autorizzazione (2,2% delle presentate, pari a circa 74mila domande), quasi la metà sono giunte a gennaio e una quota rilevante sono relative a richieste di intervento dei Fondi di Solidarietà (37.503 domande, di cui 20.031 presentate dopo il 31 dicembre 2020).

Accelerazione dell’istituto anche sul fronte dei pagamenti diretti, che raggiungono il 99,11% del totale delle domande pervenute. E’ stato gestito un ingente carico di lavoro: 17.628.137 integrazioni salariali mensili erogate (per 3.662.888 dipendenti), su 17.785.986 richieste pervenute (per 3.673.786 lavoratori). Il restante 0,89% di pagamenti in lavorazione riguarda 157.849 prestazioni (erano 293.185 lo scorso 25 gennaio), di cui l’86,8% è relativo a domande presentate nel 2021.

I lavoratori che devono ricevere un primo pagamento sono circa 11.000, per la maggior parte riferibili a domande recenti, ovvero presentate nel 2021.

Ma l’Inps sottolinea come è necessario considerare che una parte di queste domande sono state trasmesse oltre i termini fissati dai decreti autorizzativi e non possono per ora essere definite, in attesa o della conversione in legge del decreto-legge 183/2020, cosiddetto ‘Milleproroghe’ o del ‘Ristori 5’, nei quali è presente un emendamento per la proroga dei termini. Sono poi 455 i lavoratori per cui non risulta l’erogazione di una prima mensilità, riferibili a domande pervenute entro settembre 2020: si tratta prevalentemente di posizioni non autorizzabili perché ad elevata criticità o perché relative a ore di Cig non autorizzate.

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