Il ceo chiede anche ai dipendenti un differimento temporaneo del 20% della propria paga. Taglio del 30% anche per John Elkann

Metà stipendio da aprile e per almeno tre mesi. E stop ai compensi da qui fino alla fine del 2020. Le azioni straordinarie richieste alle aziende per far fronte all'emergenza coronavirus passano anche dall'esempio dei top manager. Come quello del numero uno di Fiat Chrysler Automobiles Michael Manley, che annuncia un taglio del 50% del proprio stipendio e del 30% per i membri del Group Executive Council – di cui fa parte anche il presidente John Elkann – da aprile e almeno fino a giugno per "proteggere la salute finanziaria dell'azienda". I sacrifici riguarderanno però tutto il gruppo e Manley chiede anche ai propri dipendenti un differimento temporaneo del 20% del proprio stipendio.

In una lettera inviata ai propri dipendenti il capo azienda di Fca spiega che questo obiettivo "è responsabilità di tutti a partire naturalmente da me e dal team leadership". Al fine di raggiungerlo e "per evitare una riduzione del personale nel secondo trimestre", la decisione di procedere con un taglio netto allo stipendio dei manager, oltre che con lo stop ai compensi. "Il nostro presidente John Elkann e il nostro cda hanno deciso all'unanimità di riunuciare in toto al proprio compenso da qui alla fine del 2020", scrive ancora Manley.

Ma la responsabilità deve essere collettiva e per questo il ceo di Fca, dopo aver dato l'esempio, chiede uno sforzo anche ai propri dipendenti. "Chiederemo alla maggior parte dei dipendenti del mondo non ancora impattati da riduzione di orario o ammortizzatori sociali di partecipare a questo sacrificio comune accettando un differimento temporaneo del 20% dello stipendio", preannuncia Manley, specificando che "il processo varierà a seconda del paese e potrebbero essere necessari accordi specifici". Solo una settimana fa il manager spiegava ai lavoratori del gruppo che dovevano tenersi pronti, perché "per molti di noi si prospettano ancora tempi difficili".

Sempre in risposta all'emergenza coronavirus, lo scorso 23 marzo il gruppo aveva avviato le attività necessarie per convertire uno degli stabilimenti alla produzione mascherine facciali, con l'obiettivo di arrivare a oltre 1 milione di mascherine al mese. "Poter reindirizzare le nostre risorse a sostegno di chi ne ha più bisogno, mi rende orgoglioso di fare parte di questa azienda", aveva dichiarato Manley.

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