Milano, 4 dic. (LaPresse) – Il lavoro irregolare è particolarmente diffuso nel settore degli altri servizi alle persone (21,7% il peso nel 2013), dove è principalmente connessa al lavoro domestico, nell’agricoltura, silvicoltura e pesca (15,4%). E’ quanto rende noto l’Istat nel suo report ‘L’economia non osservata nei conti nazionali’ relativa al 2013. Nel 2013 le unità di lavoro in condizione di non regolarità sono 3 milioni e 487 mila, occupate in prevalenza come dipendenti (2 milioni e 438 mila unità). Il tasso di irregolarità, calcolato come incidenza delle unità di lavoro (ULA) non regolari sul totale, è risultato pari al 15% nel 2013, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto al 2011.

Il tasso di irregolarità dell’occupazione risulta particolarmente alto nel settore dei Servizi alla persona (pari al 45,0% nel 2013). Incidenze elevate del lavoro irregolare si osservano anche in agricoltura (17,6%), nel comparto del Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (15,6%) e nelle costruzioni (15,4%).

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