(Finanza.com)

25 banche bocciate in Europa su un totale di 123 esaminati.
E’ questo il risultato finale degli stress test della Banca Centrale Europea
sui principali istituti del Vecchio continente pubblicato, come più volte anticipato nelle ultime settimane, oggi, domenica 26 ottobre 2014. Per il dettaglio dei risultati, clicca qui

L’analisi della Bce, che ha concluso oggi una serie di test
durati circa 10 mesi, ha di fatto acceso i propri fari su 9 banche italiane,numero che scende a 4 se si escludono gli istituti che hanno già rafforzato il
patrimonio entro lo scorso mese di settembre per poi scendere a solo 2 istituti
se si considerano altre operazioni di irrobustimento patrimoniale computate a
livello nazionale da Bankitalia.

Una nota emessa dall’European Banking Authority (EBA)
precisa che 12 delle 25 banche europee “bocciate” hanno già coperto
questo shortfall con aumenti di capitale per un totale di 15 miliardi nel
2014. Ne restano, quindi, 13 con una carenza di capitale da complessivi
10 miliardi di euro.

Tutte le banche che necessitano ulteriori iniezioni di
capitale, precisa la Banca Centrale Europea in una nota, “devono preparare
piani di ricapitalizzazione entro due settimane dall’annuncio dei
risultati
” e avranno fino a un massimo di nove mesi per coprire queste
carenze patrimoniali.

Ricordiamo che la Bce richiedeva che negli “aqr” il capitale
di migliore qualità, il cosiddetto “Cet1”, fosse almeno dell’8%.
Negli stress test invece gli scenari erano due: quello base in cui si
richiedeva che le banche dimostrassero di avere almeno l’8% di capitale minimo,
e quello peggiore in cui si chiedeva un grado di resistenza del 5,5% calcolato
sempre in base al patrimonio.

Popolari sotto pressione in Italia
Venendo nello specifico alle banche italiane, le 9 che non hanno ricevuto il semaforo verde della Bce sono: Banca MPS, Carige, Credito Valtellinese, Banco Popolare, Popolare dell’Emilia-Romagna, Popolare di Milano, Popolare di Sondrio, Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Di queste banche tuttavia, ben cinque hanno già realizzato
operazioni di rafforzamento patrimoniale nel corso del 2014, come peraltro
evidenziato dalla stessa Banca centrale.

 

Secondo le indicazioni fornite dalla Bce rimangono quindi carenti di patrimonio
solo  Banca MPS, Carige, Banca Popolare Milano e Pop. Vicenza. Queste ultime
due, però, già nel 2014 hanno già realizzato altre importanti operazioni computate dalla
Banca d’Italia come rafforzamento patrimoniale. 

In estrema sintesi, quindi sono solo due le banche italiane
con deficit patrimoniale che dovranno ricorrere, con una certa urgenza, a nuove
forme di rafforzamento del proprio capitale: Banca MPS per 2,111 miliardi (che
scende a 1,35 al netto dei Monti bond) e Carige per 814 milioni.

Nessuna sorpresa da parte di Bankitalia
“Credo che i risultati siano complessivamente rassicuranti e per noi non inattesi”:
ha esordito con questa considerazione generale sull’esito dell’esame condotto dalla Banca centrale europea il vice direttore generale della Banca d’Italia in una conferenza stampa tenutasi oggi. I due istituti italiani bocciati, “da tempo” sono “all’attenzione della Vigilanza”.

Come dire: nessuna novità.
Vedremo domani, alla riapertura dei mercati, se anche gli operatori finanziari, nazionali ma soprattutto internazionali, saranno altrettanto ottimisti.

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