Roma, 2 mag. (LaPresse) – Ogni famiglia italiana in un anno spende mediamente 515 euro in alimenti che poi non consumerà, sprecando circa il 10 per cento della spesa mensile. Si tratta di oltre 4mila tonnellate di cibo acquistate dai consumatori e buttate in discarica ogni giorno, pari a 6 milioni in un anno. Lo comunica la Cia, Confederazione italiana agricoltori, che collabora alla manifestazione ‘SpreKo’, promossa da Cittadinanzattiva, che si svolge da oggi al 4 maggio a Spoleto. L’iniziativa vedrà la partecipazione del presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino, oggi in apertura, e del direttore nazionale Rossana Zambelli.

“Più in dettaglio – continua Cia – ogni anno finisce nella spazzatura il 19 per cento del pane, il 4 per cento della pasta, il 39 per cento dei prodotti freschi (latticini, uova, carne e preparati) e il 17 per cento di frutta e verdura. Ma in questo impegno ‘dissipatorio’ l’Italia è in buona compagnia. In Gran Bretagna ogni anno vanno persi 6,7 milioni di tonnellate di alimenti ancora perfettamente utilizzabili per un valore di 10 miliardi di sterline”. “In Svezia ogni famiglia – continua Cia – getta nella spazzatura il 25 per cento del cibo comprato, mentre in Cina si arriva al 16 per cento. Ma la maglia nera spetta agli Stati Uniti, che nel complesso buttano via il 40 per cento della spesa alimentare”.

“Uno scandalo non solo dal punto di vista economico ed etico – afferma Cia -, visto che con gli sprechi dei Paesi ricchi e industrializzati si potrebbero sfamare intere nazioni del Sud del mondo. Il fenomeno dello spreco di cibo ha anche un notevole impatto ambientale: basti pensare che una sola tonnellata di rifiuti alimentari genera fino a 4,2 tonnellate di CO2”. “In questo contesto – conclude -, l’iniziativa di Cittadinanzattiva è di particolare rilevanza e punta il faro su un grande tema sul quale la Confederazione intende dare il proprio contributo”.

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