Londra (Regno Unito), 6 nov. (LaPresse) – Il nuovo piano industriale di Pirelli 2013-2017 prevede che nel 2017 l’Ebit salga al 15% dal 13% atteso a fine 2013, e che il debito netto passi da 1,4 miliardi a fine 2013 a 500 milioni. Pirelli, si legge in una nota, continuerà a spingere sul segmento premium, investirà 1,6 miliardi, effettuerà efficienze per 350 milioni, intende consolidare il ruolo strategico della Russia puntando a mantenere la leadership in Russia. Il ritorno sugli investimenti (Roi) dovrebbe così passare dal 20% atteso a fine 2013 al 28%. Il rapporto debito netto/Ebitda passerà così da 1,2 a 0,3. Il fatturato complessivo che Pirelli stima per il settore ‘tyre’ passerà dai 6,2 miliardi previsti a fine 2013 a 7,5 miliardi a fine 2016. Dei 350 milioni di efficienze previste nel piano 2013-2017 “circa 320 milioni deriveranno da efficienze legate alle attività industriali e di prodotto (56% dai materiali, 30% dal costo del lavoro, 8% dal controllo dei costi e 6% dalla crescita della produzione nei Paesi a bassi costi industriali) e altri 30 milioni di euro da spese generali e amministrative” si legge nella nota diffusa da Pirelli. Sul fronte investimenti, si aprla di 1,6 miliardi destinati per l’82% del totale nel segmento Consumer (di cui il 74% nel Car, il 6% nel Moto e il 2% nelle altre attività consumer) e per il 18% nel segmento Industrial (di cui l’11% nel truck, il 3% nell’Agro e il 4% nelle altre attività industriali). Complessivamente, il 38% degli investimenti sarà allocato in Europa, il 26% in Latam, il 14% in Apac, il 10% nell’area Nafta, il 6% in Russia e il 6% in Meai (Middle East, Africa and India). Grazie a tali investimenti, nel business Consumer la capacità complessiva crescerà dai 69 milioni di pezzi annui attuali a 81 milioni nel 2017, con il segmento Premium previsto in aumento al 63% del totale rispetto al 48% attuale. Nell’industrial la capacità aumenterà dai 6,2 milioni attuali a 6,8 milioni nel 2017. Tali volumi tengono conto dell’evoluzione della domanda di mercato. Infine il debito, che passando da 1,4 miliardi a 500 milioni al 2017 genererà un costo stimato inferiore al 6,5% nell’arco del piano, dovuto all’esposizione dell’indebitamento in Paesi con elevati tassi di interesse. Il tax rate è stimato in progressivo calo, al 36% nel 2014, in calo di un punto percentuale rispetto al 2013, e fino al 35% nel 2016. Il piano si fonda sulle assunzioni (prese dai migliori istituti esterni di riferimento) che il mercato dei cambi veda il rapporto euro/dollaro a 1,29 medio nel 2014 per poi stabilizzarsi o con una contenuta svalutazione del dollaro e il rapporto dollaro/real con una svalutazione del 5% nel 2014 e successivamente del 2% annuo.

ITALIA AL CENTRO DEL PIANO. L’Italia continuerà a giocare un ruolo centrale anche nel futuro di Pirelli. Nel nuovo piano industriale presentato stamane, vengono infatti confermati come centrali il ruolo del nostro Paese come polo della ricerca ed innovazione, in Europa ricadrà il 38% dei nuovi investimenti. Tra Russia e Cina saranno sviluppati impianti per la produzione a basso costo, mentre in Italia tra Settimo Torinese, Bollate e Figline Valdarno saranno sviluppati i prodotti premium in coordinamento con il centro di ricerca principale a Milano. Nel segmento Car, Pirelli svilupperà 14 nuove linee di prodotto di cui 6 invernali. Nel segmento moto Pirelli punta a consolidare la leadership tecnologica con prodotti sempre più performanti con il lancio di 10 nuovi prodotti Pirelli e 11 Metzeler. Nel Truck Pirelli lancerà 11 nuovi pneumatici e poi nel business Agro, Pirelli trasferirà il processo di radializzazione degli pneumatici nel ricambio, investirà nella capacità produttiva locale e nel rinnovamento della gamma di prodotto e stabilirà partnership nel primo equipaggiamento con i principali marchi – John Deer, CNH e AGCO -anche al fine di sviluppare prodotti destinati alle esigenze locali. “La produzione di valore è il fattore chiave del nostro piano”, commenta il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera.

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