Milano, 1 nov. (LaPresse) – Con il passaggio dalla Tarsu alla Tari, la nuova tariffa sui rifiuti, nel 2014 l’incremento medio dei costi per il servizio urbano dei rifiuti sarà pari al 290% e, per alcune tipologie di impresa, sarà ancora più salato. E’ quanto emerge da un’analisi di Confcommercio sugli effetti per le imprese nel 2014 derivanti dal nuovo tributo Tari introdotto dalla legge di stabilità. “Per un bar l’aumento sarà di oltre il 300%, maggiorazione di circa sei volte per un ristorante (+480%) e di quasi otto volte per un negozio di ortofrutta (+650%) o una discoteca (+680%)”, si legge nell’analisi di Confcommercio.

Per Confcommercio, gli aumenti sono “ingiustificati” e derivano “dall’adozione di criteri presuntivi e potenziali e non dalla reale quantità di rifiuti prodotta”. “Una pesante penalizzazione – spiega l’associazione – per il sistema delle imprese della distribuzione e dei servizi di mercato che impone la necessità di rivedere al più presto la struttura dell’attuale sistema di prelievo sulla base del principio ‘chi inquina paga’ e di ridefinire con maggiore puntualità coefficienti e voci di costo distinguendo, in particolare, tra utenze domestiche e non domestiche e tenendo conto anche degli aspetti riguardanti la stagionalità delle attività economiche”.

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