Iva, Confcommercio: Aumento amplifica tonfo consumi, prezzi +0,4%

Iva, Confcommercio: Aumento amplifica tonfo consumi, prezzi +0,4%

Roma, 18 set. (LaPresse) – L’aumento dell’Iva amplificherà “la drammatica situazione dei consumi” con un calo ulteriore dello 0,1% rispetto al -2,4% già previsto per il 2013 e porterà a un aumento dei prezzi tra ottobre e novembre dello 0,4%. Sono le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio sull’eventuale aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 22%, che avrebbe per l’associazione “effetti recessivi” che sono “sottovalutati da più parti”.

Confcommercio ricorda che nel 2012 i consumi sono calati del 4,3% e aggiunge che “come già accaduto con l’aumento dell’aliquota dal 20 al 21%, la contrazione della domanda porterebbe con sé anche una riduzione del gettito Iva atteso”. Gli economisti dell’associazione sottolineano che l’incremento dell’aliquota porterebbe a un perdita di produzione, determinata dal calo dei consumi, che comporterebbe, a regime, una riduzione dell’occupazione approssimativamente di 10 mila posti di lavoro. Infatti, afferma Confcommercio, “in una situazione già di estrema difficoltà per le imprese del commercio, gravate da una pressione fiscale da record mondiale e dal mancato pagamento dei debiti della P.a., un’ulteriore contrazione della domanda interna porterà alla chiusura di molte attività”. Per l’organizzazione dei commercianti risulteranno più penalizzate le famiglie a basso reddito in quanto la pressione Iva (rapporto tra Iva pagata e reddito) per il 20% di famiglie più povere arriverebbe al 10,5%, mentre per il 20% di famiglie più ricche sarebbe del 7,5%, circa il 30% in meno.

“Fatte queste considerazioni – commenta l’Ufficio studi – è evidente, dunque, che l’aumento dell’aliquota è un’ipotesi che va definitivamente scongiurata perchè questa misura, anche alla luce dei primi timidi segnali di ripresa che non hanno però ancora interessato l’economia reale, sarebbe davvero esiziale per famiglie e imprese già stremate da una crisi senza precedenti compromettendo la ripresa dei consumi e il conseguente consolidamento del quadro economico”. “D’altra parte è chiaro – conclude Confcommercio – che il seme della ripresa è stato piantato grazie a tre provvedimenti: accelerazione dei pagamenti della P.a., cancellazione della prima rata dell’Imu e rinvio dell’incremento dell’aliquota Iva di giugno. Se si dovesse cambiare idea e tornare indietro rispetto a questa linea di azione non vedremo mai i germogli di ripresa”.

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