Roma, 29 ago. (LaPresse) – Gli inquilini e i sindacati protestano contro la riorganizzazione della tassazione sugli immobili, decisa ieri dal governo Letta. “Una stangata media da circa 1.000 euro rischia di abbattersi a partire dal prossimo anno sugli inquilini” per effetto della cancellazione dell’Imu sulla prima casa e dell’entrata in vigore della Service Tax nel 2014, che potrebbe portare a uno “tsunami degli sfratti”, afferma in una nota il segretario nazionale Unione Inquilini, Walter De Cesaris, che parla di una “stima prudenziale” dell’associazione. “Non è ancora chiaro nei dettagli il meccanismo – prosegue De Cesaris – ma è evidente che, a partire dal 2014, saranno a carico degli inquilini la maggior parte degli oneri relativi alla nuova tassa che, di fatto, anche negli importi, sostituirà sostanzialmente l’Imu oggi pagata dai proprietari”.

“Scaricare, anche parzialmente, i costi dell’operazione Imu sugli inquilini è inaccettabile”, dichiarano i sindacati degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat, commentando la cancellazione dell’Imu sulla prima casa e l’arrivo nel 2014 della nuova Service Tax. “Questa misura – proseguono le organizzazioni – se attuata, avrebbe un effetto moltiplicatore del costo dell’abitazione con il risultato di aumentare in maniera esponenziale gli sfratti per morosità che lo stesso decreto tenta di arginare”.

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