Venezia, 1 set. (LaPresse) – L’abolizione delle Province porterebbe a un risparmio di 509,9 milioni di euro, il 3,9% rispetto alla loro spesa complessiva, pari a 13 miliardi. E’ il risultato di un’elaborazione della Cgia di Mestre. “E’ un dato – spiega Giuseppe Bortolussi, segretario degli artigiani mestrini – che non deve stupire: l’abolizione delle amministrazioni provinciali farebbe risparmiare, nel breve periodo, solo le voci di spesa riguardanti i costi della politica, che rappresentano in realtà solo una minima parte: le funzioni, oggi in capo alle Province, e soprattutto i relativi costi di gestione e di personale, andrebbero a gravare sugli altri Enti locali che si accollerebbero le funzioni delle amministrazioni provinciali”.

La Cgia spiega che, dall’abolizione delle Province delle Regioni a statuto ordinario, deriverebbe un risparmio di 421 milioni di euro; oltre 88, invece, sarebbero i milioni di euro risparmiati se si guardassero i costi delle realtà provinciali che si trovano nelle Regioni a statuto speciale: da queste ultime vanno escluse la Valle D’Aosta, Regione senza province, e il Trentino Alto Adige, le cui Province hanno un regime speciale. Andando ad analizzare, infine, i dati Regione per Regione, si va da un minimo di 2,11% di risparmio sul totale di spesa per il Friuli Venezia Giulia (in termini assoluti pari a 10,6 milioni di euro), ad un massimo di 8,97% per la Sardegna, con un risparmio di quasi 35 milioni di euro.

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