Coronavirus, è morto lo scrittore cileno Luis Sepulveda
Coronavirus, è morto lo scrittore cileno Luis Sepulveda

Lo scrittore era ricoverato nell'ospedale di Oviedo, in Spagna

Stroncato dal coronavirus a 70 anni. Così è morto Luis Sepulveda. Scrittore, attivista e combattente, lui stesso si definiva "profondamente rosso". L'autore, nato il 4 ottobre 1949 a Ovalle, in Cile, è riuscito a sopravvivere alla dittatura di Pinochet e alla prigionia. Ma non al Covid-19 che lo ha portato via nel complesso ospedaliero di Oviedo, dopo un ricovero durato 48 giorni e il trasferimento in terapia intensiva. Sepulveda è risultato positivo al test dopo essere tornato dal festival letterario Correntes dÉscritas in Portogallo. Il suo è stato uno dei primi casi registrati nell'intera penisola iberica.

Autore di oltre venti romanzi, libri di viaggio, sceneggiature e saggi, durante la sua lunga carriera ha ricevuto una ventina di premi, tra cui il Premio Pegaso de Oro, a Firenze, e il Premio della critica in Cile. Noto in tutto il mondo per i suoi libri come 'Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare' (1996), da cui è stato tratto il fortunato film d'animazione, Sepulveda ha raggiunto il successo con la pubblicazione de 'Il vecchio che leggeva romanzi d'amore' (1989), che ha incassato 18 milioni di copie vendute. Celebri anche i suoi libri 'Patagonia express' (1995), 'Le rose di Atacama' (2002), 'L'ombra di quel che eravamo' e l'ultimo, 'Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa', pubblicato nel 2018, una vera e propria dichiarazione d'amore per la natura. L'autore ha conquistato il pubblico grazie al suo stile diretto e chiaro, all'atmosfera insieme magica e realistica, all'innata capacità di affrontare temi universali con un linguaggio semplice.

Arrestato in Cile durante il colpo di stato di Pinochet, perché vicino al governo di Salvador Allende, esiliato, ha lasciato il Paese dopo oltre due anni trascorsi in carcere, e un anno passato in clandestinità. Grande viaggiatore, ha percorso tutta l'America Latina dall'Argentina all'Ecuador, passando per il Brasile e il Paraguay. Da sempre in prima linea nelle lotte ambientali e sociali, come quella in favore del popolo Mapuche, Sepulveda ha preso anche parte a una spedizione Unesco per osservare l'impatto della colonizzazione sulla tribù indigena dei Shuar in Amazzonia, con i quali ha vissuto in contatto per sette mesi, lavorando al primo piano di alfabetizzazione per la federazione contadina di Ibambura nelle Ande. Negli anni '80 si è unito alla rivoluzione sandinista in Nicaragua, e a lungo ha lavorato su una delle navi di Greenpeace. Dal 1997 aveva spostato la sua residenza nelle Asturie, a Gijon, dove viveva con la moglie, l'amata poetessa, Carmen Yáñez. Anche lei ricoverata per il Covid-19, è poi risultata negativa al test. "Il buon romanzo è la storia dei perdenti, perché i vincitori hanno già scritto la loro storia - ha detto l'autore in uno degli ultimi incontri con i lettori del quotidiano spagnolo El Paìs - Spetta agli scrittori essere la voce dei dimenticati".

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