L'Accademia della Crusca chiarisce: "'Uscire il cane' non è corretto, ma potete 'Uscire con lui'"

Dopo critiche e ironia sui social, arriva la precisazione degli esperti di lingua italiana

Di ironia se ne è fatta tanta, ma quelli che avevano accolto con soddisfazione il bollino di 'italianità' dato dall'Accademia della Crusca a espressioni gergali, tipiche del Sud, come 'scendere l'immondizia' o 'uscire il cane' rimarranno forse delusi. Perché no, l'istituto non ha ritenuto ammissibile - per chi voglia parlare in un italiano formalmente corretto - l'uso transitivo dei verbi uscire ed entrare. Più morbida la posizione su salire e scendere che, secondo gli esperti, potrebbero ammettere anche in lingua la possibilità di un uso transitivo.

La questione, ampiamente dibattuta già in passato, è tornata agli onori della cronaca grazie a un parere pubblicato sul sito dell'Accademia, e prontamente rilanciato da social network e siti internet: si può dire 'Siedi il bambino'? "Si può rispondere di sì - scrive l'esperto Vittorio Coletti - ormai è stata accolta nell'uso, anche se non ha paralleli in costrutti consolidati con l'oggetto interno come li hanno salire o scendere (le scale, un pendio). Non vedo il motivo per proibirla e neppure, a dire il vero, per sconsigliarla. Ma certo è problematico definirla transitiva perché la prova di volgere il verbo al passivo non sembra per ora reggere. Diciamo insomma che sedere, come altri verbi di moto, ammette in usi regionali e popolari sempre più estesi anche l'oggetto diretto e che in questa costruzione ha una sua efficacia e sinteticità espressiva che può indurre a sorvolare sui suoi limiti grammaticali". Un presunto via libera che ha fatto sorridere molti, e non solo di soddisfazione, con tanto di critiche all'eccessivo lassismo dell'Accademia: ecco perché dopo poche ore dalla Crusca si sono affrettati a spiegare che no, sebbene si tratti di espressioni regionali sempre più diffuse e dunque comunemente accettate, proprio corrette non sono.

"L'uso transitivo di uscire/entrare e salire/scendere con il significato di 'far uscire/entrare, portar fuori o dentro', 'far salire/scendere, portar su o giù' è registrato in alcuni dizionari di lingua come meridionale, regionale o popolare. Cosa impedisce al fenomeno di essere accolto nell'italiano comune??", scrive sulla sua pagina Facebook. Mentre uscire ed entrare, spiega l'Accademia, prevedono tassativamente l'ausiliare essere, salire e scendere richiedono l'ausiliare avere: si può dire infatti sono salito da te e sono sceso all'alba, ma anche ho salito la gradinata e ho sceso le scale. Salire e scendere, in sostanza, avrebbero già in lingua pronto il costrutto in cui accogliere l'eventuale passaggio successivo mentre uscire ed entrare no. "Dobbiamo quindi deludere i sostenitori dell'ammissione di uscire transitivo a livello di lingua - chiudono la questione gli studiosi - proponiamo però, al solo prezzo dell'uso di una preposizione, di cominciare a uscire con il cane: dopo tutto è un amico".

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