Jeffery Deaver: "Quella volta che ho cucinato per Cracco"

Non solo serial killer e scene del crimine. Nel passaggio milanese per presentare il suo nuovo thriller, "Il taglio di Dio" (Rizzoli), Jeffery Deaver parla anche di cibo, Trump e fake news. "Sono abituato a cucinare, mi piace organizzare cene anche a base di piatti italiani", racconta lo scrittore americano che torna in libreria con la quattordicesima avventura dell'iconico criminologo tetraplegico Lincoln Ryme. "Sono bravo, ma ho avuto grandi maestri: una volta proprio qui a Milano ho cucinato per Carlo Cracco, nel suo ristorante. Mi ha detto solo: 'Ok, non male'. Ma io ero molto soddisfatto!". Sul momento politico negli Stati Uniti Deaver ha le idee chiare: "È triste quello che sta succedendo nel mio Paese. Dalla Casa Bianca escono moltissime false informazioni, Donald Trump è diventato presidente perché in pochi sono andati a votare, ora è il momento di far sentire la nostra voce, l'occasione per cambiare qualcosa sono le prossime elezioni di Midterm".