Giornate Ue Patrimonio: il 26 e 27 settembre l'Italia riapre le porte alla cultura
Giornate Ue Patrimonio: il 26 e 27 settembre l'Italia riapre le porte alla cultura

Un week end alla scoperta di musei, parchi archeologici e archivi d'impresa nella manifestazione europea

 

Tornano le Giornate Europee del Patrimonio e i luoghi della cultura riaprono le porte agli italiani dopo l'emergenza Coronavirus. 'Heritage and Education. Learning for Life' è il tema scelto dal Consiglio d’Europa, sulla cui scia il ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo per il 2020  ha scelto lo slogan 'Imparare per la vita'. L’edizione di questa manifestazione sarà infatti dedicata alla formazione continua attraverso il patrimonio culturale materiale, immateriale e digitale. Così per il prossimo fine settimana del 26 e 27 settembre i musei, i parchi archeologici e i luoghi della cultura di tutta Italia ospiteranno diversi laboratori e attività didattiche. 

Ogni anno 20 milioni di persone, grazie alle Giornate Europee del Patrimonio, hanno l’opportunità di visitare migliaia di monumenti e siti (alcuni dei quali di solito chiusi al pubblico), una finestra unica e irripetibile per conoscere il proprio patrimonio culturale comune e partecipare attivamente alla sua salvaguardia per le generazioni presenti e future. L’Italia è uno dei cinquanta Paesi aderenti alla Convenzione Culturale Europea che ogni anno nel mese di settembre organizzano la manifestazione, lanciata nel 1985 dal Consiglio d’Europa. Quest anno è prevista l'apertura al pubblico con visite guidate dei Musei ‘Agusta’ a Cascina Costa, ‘Breda Meccanica Bresciana’ a Brescia, ‘Aeronautico di Leonardo’ a Torino Caselle, 'Officine Galileo' a Campi Bisenzio e dell'Archivio storico di Fondazione Ansaldo a Genova. 

Anche i musei e gli archivi d’impresa parteciperanno alle Giornate Europee del Patrimonio. Ad affermarlo il Presidente di Museimpresa: "Negli archivi storici e nei musei delle nostre imprese è custodito e raccontato il patrimonio della sapienza manifatturiera e della qualità dei servizi, ancora oggi motore di sviluppo sostenibile e cardine d’una diffusa cultura economica, sociale e civile. 

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