Arte, Merz: A Palermo nostre opere, c'è affinità culturale
"Porteremo l'intervento dell'artista egiziano Wael Shawky"

"Porteremo l'intervento dell'artista egiziano Wael Shawky, vincitore della prima edizione del Mario Merz Prize, a Palermo, dal 6 febbraio al 3 marzo 2017. E porteremo opere della Fondazione Merz a Palermo da febbraio prossimo, per circa un anno e mezzo,con diversi appuntamenti".

Lo annuncia Beatrice Merz, presidente della Fondazione dedicata ai genitori, gli artisti Mario e Marisa, e centro d'arte contemporanea nato a Torino nel 2005, che ospita mostre, eventi, attività educative occupandosi della ricerca e l'approfondimento dell'arte e che ha in previsione anche la apertura di una  nuova sede in Svizzera, terra natale di Mario Merz. Beatrice Merz, alla vigilia della inaugurazione della fiera Artissima a Torino in un'intervista a LaPresse, parla del prossimo progetto della Fondazione Merz, in Sicilia, nato dalla collaborazione con il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l'assessore alla Cultura del Comune di Palermo, con Andrea Cusumano, il presidente della Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore.

Intanto a Torino, dove è polemica sulla cultura dopo il caso della mostra di Manet che era prevista nel 2017 sotto la Me ed è finita a Milano, ieri si è inaugurata alla Fondazione Merz, proprio dell'egiziano Shawki, la mostra 'Al Araba Al Madfuna' e congiuntamente alla esposizione si è aperta al Castello di Rivoli una retrospettiva dell'artista, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria.

Il progetto che ha portato la Fondazione Merz a Palermo, a cura di Beatrice Merz e Laura Barreca, rientra nel programma di iniziative che avranno come tema il Mediterraneo e animeranno il capoluogo siciliano per tutto il mese di febbraio 2017. I film di Wael Shawky saranno presentati all'interno dello spazio del Monte di Pietà del cinquecentesco Palazzo Branciforte, sede della Fondazione Sicilia, dove sarà installato Cabaret Crusades: The Path to Cairo (2012), mentre la nuova produzione Al Araba Al Madfuna III (2015- 16) sarà visibile nella seicentesca Chiesa dei S.S. Euno e Giuliano, situata alla Kalsa, nel cuore arabo del centro storico di Palermo. Inoltre la Fondazione Merz, in collaborazione con il Museo Archeologico Regionale 'A. Salinas' di Palermo, darà avvio al progetto su scala urbana La Via di Merz, con l'installazione di opere d'arte a cura della Fondazione Merz, e collocate sia all'interno dello spazio del Museo Salinas sia sulla strada che lo collega a Palazzo Branciforte. Il progetto verrà inaugurato il prossimo febbraio e proseguirà sino a dicembre 2018 in concomitanza con Palermo Manifesta 12.

Come è nato questa collaborazione con la Sicilia, con il sindaco Orlando e le altre istituzioni?  

Nasce da sensibilità culturali comuni, da una affinità culturale. È' iniziato alla scorsa edizione di Manifesta, biennale europea dell'arte contemporanea, svoltasi a Zurigo, dove abbiamo portato delle opere di Shawki.

Cantore delle vicende storiche legate alle crociate e alla cultura poetica araba,Shawky, offre un punto di vista narrativo non occidentale e una visione trasversale sulla situazione geopolitica contemporanea da cui dipendono gli equilibri non solo del Mediterraneo, ma dell'Europa e del mondo. Una scelta la vostra che cade su Palermo, come ponte culturale e geografico che unisce Oriente e Occidente?  

La prossima edizione di Manifesta a Palermo sarà molto incentrata sul dialogo nel Mediterraneo, il tema che affronta proprio questo artista.

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