Con una lettera inviata alla Fondazione La Fenice di Venezia la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi ha impugnato la decisione con cui è stato interrotto il rapporto di collaborazione con il teatro di Venezia , di cui sarebbe dovuto diventare direttore musicale. Nella pec sottoscritta da Venezi e dai suoi legali Maria Cristina Lanero e Francesco Andretta, e di cui LaPresse ha potuto prendere visione, la direttrice d’orchestra ricorda di aver appreso dai media nazionali le dichiarazioni con cui il sovrintendente Nicola Colabianchi “in rappresentanza organica della Fondazione Teatro ‘La Fenice’ di Venezia ha dichiarato, manifestandone la precisa volontà, di non voler proseguire il rapporto di lavoro costituito con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, decorrente dal 01.10.2026 al 05.03.2030, per presunte e apodittiche ‘dichiarazioni’, in alcun modo precisate, rese dal maestro Beatrice Venezi ad una non meglio individuata e precisata ‘stampa internazionale’ e che in ragione di tali presunte ed imprecisate dichiarazioni sarebbe stata lesa l’immagine della Fondazione”.
La direttrice si dice pronta a mettersi a disposizione della Fondazione
Venezi comunica, quindi, l’impugnazione della “suddetta risoluzione e/o recesso datoriale in quanto nulla, illegittima, inefficace e discriminatoria e, contestualmente, conferma che – in ossequio all’impegno contrattuale assunto – intende continuare a mettere a disposizione della stessa fondazione le proprie energie e prestazioni artistiche professionali e compiere tutte le attività professionali, organizzative e produttive preliminari ed essenziali al rapporto lavorativo siglato tra le parti, nonostante le numerose attività ostative ad oggi poste in essere dalla dirigenza apicale al fine di limitare ed impedire l’esecuzione delle stesse prestazioni lavorative. Tanto dovendo, ci si riserva di adottare l’adozione dei provvedimenti ritenuti più opportuni e prudenziali a tutela dei diritti e degli interessi della propria assistita”.

