Yara, consulente pm: quando è stata ferita non si stava difendendo

Bergamo, 7 ott. (LaPresse) - Quando Yara è stata ferita, in particolare alla schiena e all'addome, molto probabilmente "non si stava difendendo". Lo ha spiegato, nel corso della sua deposizione al processo a carico di Massimo Bossetti, l'anatomopatologa Cristina Cattaneo, che su incarico della Procura di Bergamo ha eseguito la perizia sul corpo della 13enne scomparsa il 27 novembre 2010 da Brembate di Sopra (Bergamo). Sul cadavere della 13enne, trovato tre mesi dopo la sparizione a Chignolo d'Isola (Bergamo), c'era "assenza di lesioni da difesa", ha spiegato la dottoressa Cattaneo.

Un altro elemento che porta a pensare che Yara fosse inerme quando è stata ferita è il fatto che "è molto difficile tracciare una X sulla schiena di una persona se questa si sta muovendo", ha precisato la consulente. Yara, però, nel campo dov'è stato trovato il suo corpo è arrivata camminando con le sue gambe. Lo prova "il terriccio trovato sotto le scarpe" insieme a tracce botaniche compatibili con la vegetazione dell'area incolta dove il cadavere è stato ritrovato. Tracce che "erano conficcate e incastrate" nella gomma e negli spazi della suola delle All Star nere indossate dalla ragazzina con "una pressione tale da far pensare che abbia camminato".

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