Wwf: Quella dei cinghiali è un'emergenza nota e denunciata

Roma, 9 ago. (LaPresse) - "Quella dei cinghiali è un'emergenza nota e denunciata da anni". Lo dice in una nota il Wwf Italia, all'indomani della tragedia di Cefalù in cui un uomo è morto e la moglie è rimasta ferita per l'aggressione di un branco di cinghiali. L'organizzazione, nell'esprimere il cordoglio alla famiglia delle vittime, sottolinea come manchino i dati reali su consistenza della popolazione degli animali, distribuzione, danni all'agricoltura. "Con lo spopolamento delle montagne e delle campagne sta aumentando in questi anni la fauna selvatica che fatica a trovare un equilibrio naturale, vista la carenza di predatori", sostiene il Wwf, spiegando che "i grossi predatori, prima di tutto i lupi, che svolgono il ruolo di tenere sotto controllo le specie onnivore come i cinghiali e erbivore come cervi e daini non riescono a contenere alcune specie come i cinghiali che hanno alti tassi di riproduzione".

Per gestire questa situazione, spiega il Wwf, dati scientifici certi sono la base per affrontare il problema.

La proposta è che si affidi all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, l'Ispra, la gestione di una banca dati sul cinghiale e sui danni all'agricoltura in collaborazione con le Regioni, al fine di identificare le aree più critiche e vulnerabili e per pianificare su basi scientifiche il controllo delle popolazioni.

"La gestione del cinghiale - ricorda l'organizzazione - è competenza delle Regioni e delle Province nell'ambito della gestione faunisticovenatoria, ma ora non esiste una banca dati nazionale sul censimento della specie, come non sono noti i ripopolamenti che in alcune aree continuano ad essere effettuati dagli ambiti territoriali di caccia. Né sono quantificati i danni rilevanti provocati alle coltivazioni visto che anche in questo caso non esiste una banca dati nazionale".

Il Wwf chiede che sull'emergenza cinghiali intervengano ministero delle Politiche agricole e ministero dell'Ambiente insieme alla Conferenza delle Regioni, con un decreto che faciliti il coinvolgimento degli agricoltori nella gestione delle catture e favorisca la promozione di filiere per la commercializzazione e trasformazione delle carni in modo legale.

Il decreto, si legge nella nota, dovrebbe prevedere la possibilità per gli agricoltori che gestiscono le catture di trattenere e commercializzare gli esemplari catturati a parziale compenso del servizio fornito per il controllo. Inoltre occorre fornire agli agricoltori i recinti e trappole di cattura.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata