Vita in diretta, fidanzatini diabolici "avrebbero agito insieme"

Milano, 11 nov. (LaPresse) - Secondo gli inquirenti i due 'fidanzati diabolici' di Ancona avrebbero agito insieme, anche se sembra che a premere il grilletto sia stato solo lui. L'accusa per Martina è concorso in omicidio, perché secondo il giudice minorile lei avrebbe mentito (sapeva che il fidanzato era armato), non avrebbe fermato l'esecuzione ed è ritenuta pericolosa. Reo confesso invece Antonio Tagliata, il suo ragazzo, per il quale è stato confermato il fermo in carcere.

"E' stato convalidato il fermo di Antonio Tagliata - conferma l'inviato Edoardo Lucarelli - da quello che sappiamo Antonio prega e fa meditazione, forse ora si sente davvero solo. Lui ha colpito la mamma della fidanzata e poi ha inseguito il padre. Ora c'è una grossa spaccatura tra lui e la fidanzata, lui dice che è stata lei a istigarlo, lei ha dichiarato di non sapere che lui fosse armato".

"Il ragazzo ha avuto un malore, una crisi di panico - dice in tribunale Luca Bertolini, avvocato di Tagliata - ma non posso dire nulla sulle sue dichiarazioni. Facciamo lavorare il gip e poi vedremo".

"Sono due adolescenti che hanno un'immaturità di fondo - ha spiegato suor Miriam Castelli, ospite in studio a 'La vita in diretta' - scattano dei meccanismi interiori, sono incapaci di accettare la gravità della cosa. Non c'è amore in famiglia, non c'è una famiglia, il padre di Antonio è colpevole in qualche modo di aver cresciuto un figlio così. Ci sono delle colpe a monte e manca un'educazione adeguata ai valori".

"Non sono d'accordo: ci son tantissimi giovani immaturi al mondo - ha dichiarato invece lo psichiatra Massimo Di Giannantonio - ma per fortuna sono pochissimi quelli che uccidono. Qui siamo nel campo della criminalità. Dobbiamo vedere la storia psicopatologica di queste due famiglie: è importante che tutti capiscano che la mente di ciascuno di noi è il risultato di mesi e anni di relazione con i genitori e gli insegnanti".

"Io non so cosa sia successo in quella casa, ma mio figlio non è un assassino, non è un killer - ha detto il padre di Antonio Tagliata, in uno spezzone tratto da 'Porta a Porta' e mandato in onda a 'La vita in diretta' - è un ragazzo fragile, malato e sofferente. Soffre di attacchi di panico e ha avuto un'infanzia non bella, io ho avuto problemi con la giustizia. Antonio si era comprato quell'arma per uccidersi, ne sono certo. Anche lei era sola e infelice, non ha avuto affetto e amore dai suoi genitori, il padre era assente e la mamma padrona".

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