Virus cinese, 32 persone sotto osservazione. Italiani a Wuhan rientrano lunedì
Virus cinese, 32 persone sotto osservazione. Italiani a Wuhan rientrano lunedì

Tutte ricoverate all'ospedale Spallanzani di Roma. La coppia di turisti contagiati sono in condizioni discrete

Due casi accertati, altre 12 persone provenienti da varie parti della Cina ricoverate e 20 tenute sotto osservazione per possibili contatti con i contagiati. Sono i numeri del coronavirus in Italia. Le due persone risultate positive al test, come noto, sono due coniugi cinesi di 67 e 66 anni. Entrambi sono in condizioni definite “discrete”. “La moglie presenta un iniziale interessamento interstiziale polmonare. Il marito presenta un interessamento polmonare più pronunciato, con febbre, tosse e astenia, spiega il professor Emanuele Nicastri, direttore divisione Malattie infettive dell’ospedale Spallanzani.

La coppia, proveniente dalla città di Wuhan epicentro dell’epidemia, è atterrata in Italia all’aeroporto di Malpensa lo scorso 23 gennaio effettuando poi alcune tappe nel nostro Paese prima di arrivare al Grand Hotel Palatino di Roma dove hanno iniziato a manifestare i primi sintomi dell’influenza. I loro spostamenti nella Capitale, comunque, sarebbero stato “limitati e indossando delle mascherine di protezione”, precisa Alessio D’Amato assessore alla Salute della Regione Lazio.

E mentre in città sale la psicosi, significativo il caso del bar di Trevi che ha affisso un cartello dove vietava l’ingresso nel locali ai cinesi, la sindaca Virginia Raggi invita tutti a fermare l’allarmismo ascoltano solamente “le indicazioni e i pareri delle autorità sanitaria”. E proprio il direttore scientifico dello Spallanzani parla di un rischio di trasmissione da persona a persona “basso o molto basso all’interno dell’Ue se i casi importati sono identificati in maniera precoce”.

Il rischio zero, ovviamente, non esiste ed è per questo che l’attenzione resta altissima. Per questo motivo gli occhi sono puntati sugli altri 12 pazienti al momento presenti allo Spallanzani. Non dovrebbero invece destare eccessiva preoccupazione le condizioni delle ulteriori 20 persone sotto controllo: “sono risultati negativi al primo test per il Coronavirus, ma per escludere del tutto il rischio saranno sottoposti ad altri esami”, precisa il dottor Nicastri. Scongiurato in serata il pericolo di contagio di un manutentore di nazionalità romena dell’Hotel Palatino che si era recato in ospedale a Tivoli con sintomi influenzali.

Intanto la Farnesina ha predisposto il piano per il rientro dei nostri connazionali attualmente bloccati a Wuhan. I 70 che hanno chiesto di tornare in Italia, mentre 10 rimarranno in Cina, partiranno nella notte fra domenica 2 e lunedì 3 febbraio con un velivolo KC-767A del 14° Stormo dell'Aeronautica militare. All’arrivo a Pratica di Mare saranno trasferiti presso la caserma della Cecchignola dove resteranno in osservazione per 15 giorni, il periodo di incubazione del virus. Al momento, comunque, “non ci sono contaminazioni di cittadini italiani”, precisa il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Il responsabile della Farnesina fa sapere anche che sono 500 (su un totale di 11.600) gli italiani attualmente in Cina interessati a rientrare dopo la disposizione del blocco dei voli. Per questo motivo, così come per il ritorno in patria dei turisti cinesi attualmente nel nostro Paese, sarà costituita una unità operativa speciale.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata