La manifestazione di Roma
Violenza sulle donne, Mattarella: "In Italia ancora troppi casi e poche denunce

Il messaggio del capo dello Stato nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne. Il ministro Bonafede: "Nel prossimo Cdm ok a ddl su Codice rosso"

Cercare di incidere sul substrato culturale che alimenta femminicidi, violenze sessuali e stalking e spesso induce le donne a non denunciare. È il richiamo delle più alte cariche dello Stato in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, istituita dall'Onu per il 25 novembre.

A luglio erano già 130 i femminicidi negli ultimi 12 mesi; sono una media di 150 l'anno, quasi uno ogni due giorni. L'85% degli omicidi di donne avviene in ambito familiare. Nel 2017 sono state 2.018 le sentenze definitive per violenza sessuale, 1.827 quelle per stalking. Episodi che sono trasversali alle aree geografiche, alle classi sociali e alle età e si inscrivono "in una storia universale e radicata di prevaricazione sulla donna", è il monito del capo dello Stato. "Ogni ferita fisica e psicologica inferta a una bambina, ragazza o donna - sottolinea - ogni ingiustificata svalutazione delle capacità femminili sono forme di oppressione antica che rendono le donne meno libere, meno uguali, subalterne, infine vittime". Vanno superate discriminazioni, pregiudizi e stereotipi sui ruoli basati sull'appartenenza di genere, per arrivare a "una profonda trasformazione culturale", invocata tanto da Mattarella quanto dal premier Giuseppe Conte e dai presidenti della Camera e del Senato, Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Nel nostro Paese il fenomeno della violenza sulle donne è ancora "tragicamente alto e la sua denuncia ancora troppo reticente", rimarca il presidente della Repubblica. Su questo fronte interverrà l'esecutivo. All'ordine del giorno del prossimo Consiglio dei ministri c'è l'approvazione del disegno di legge sul 'Codice rosso', già presentato con il ministro Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker, fondatrici dell'associazione Doppia difesa che ha ispirato il provvedimento.

"Come avviene al pronto soccorso, alle denunce delle donne per maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate commessi in contesti familiari o di semplice convivenza - spiega il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede - sarà applicato un 'codice rosso'. La denuncia sarà portata direttamente sulla scrivania del pm, che avrà un termine ristrettissimo, 3 giorni, per sentire la donna. E la polizia giudiziaria dovrà dare priorità alle indagini". "È un mio impegno, anche questa volta andrò fino in fondo", promette il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini

Intanto, sabato migliaia di donne sono scese in piazza a Roma durante la manifestazione organizzata dal movimento femminista 'Non una di meno' dando vita così alla 'rivoluzione rosa' per dire 'basta a ogni forma di abuso e sopraffazione' sotto lo slogan 'stato di agitazione permanente'.

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