Vibo Valentia, ucciso e bruciato per questioni di droga: due arresti
La vittima è un addetto di un centro di accoglienza di Nicotera. In manette padre e figlio

Sarebbero padre e figlio i presunti autori dell'omicidio di Stefano Piperno di Nicotera (Vibo Valentia), il 34enne la cui auto ed il cadavere sono stati trovati carbonizzati nel giugno scorso in località Britto nei pressi del campo sportivo della frazione Preitoni. Nella notte, a Nicotera (VV), i carabinieri del comando provinciale di Vibo Valentia e del Ros hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, nei confronti dei due italiani, residenti nel Comune di Nicotera, ritenuti responsabili, in concorso, di omicidio e di occultamento e soppressione di cadavere.

L'attività investigativa era stata avviata a giugno scorso subito il ritrovamento dell'auto e del corpo carbonizzati di Piperno, giovane impiegato al Centro di Accoglienza Straordinaria di Nicotera in attività di formazione per extracomunitari, di cui era stata denunciata la scomparsa. Gli investigatori hanno identificato due soggetti, padre e figlio, responsabili dell'omicidio avvenuto il giorno prima del ritrovamento, il 19 giugno, nonché il movente e la dinamica del fatto di sangue.

Ad essere arrestati i pregiudicati di Nicotera, Francesco Perfidio, classe' 60, ed Ezio Perfidio, classe' 84, rispettivamente padre e figlio, ritenuti responsabili in concorso fra loro dell' omicidio e occultamento e soppressione di cadavere.
Gli investigatori sono risaliti al movente dell'omicidio, causato dalle pressanti richieste della vittima, finalizzate ad ottenere cocaina, pur avendo maturato debiti pregressi con gli aggressori. Per quanto concerne, invece, la dinamica del delitto, gli investigatori hanno appurato che alla base vi è stata una lite culminata con l'assassinio di Piperno con un colpo d'arma da fuoco e che ad esplodere i colpi materialmente è stato il figlio, Ezio Perfidio, alla presenza del padre che lo avrebbe aiutato poi a caricare la vittima in auto e trasportarla nel luogo, distante circa 2 km circa dalla loro casa, dove poi è stata rinvenuta l'autovettura bruciata il 20 giugno.

Gli investigatori hanno ricostruito che gli arrestati hanno interessi nella vendita di droga nel territorio di Nicotera, in special modo Francesco Perfidio che ha numerosi precedenti in materia.
"Ad aggravare il quadro complessivo - sottolineano gli investigatori -  il fatto che l'omicidio sia stato compiuto di base per una somma irrisoria di denaro di debito e  che entrambi i soggetti abbiano da subito cercato di occultare il cadavere e qualsiasi collegamento, anche relazionale, nei confronti della vittima".

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