Via Poma, sentenza prevista alle 21. Legale Busco: Il morso non è suo

Roma, 26 feb. (LaPresse) - La sentenza della Cassazione sul delitto di via Poma "è prevista per le 21". Lo ha annunciato il presidente della prima sezione penale del Palazzaccio Umberto Giordano a chiusura dell'udienza di oggi. Il collegio ora è chiuso in Camera di consiglio. Il pg, per Raniero Busco, unico imputato per la morte di Simonetta Cesaroni, il 7 agoste 1990, ha chiesto l'annullamento dell'assoluzione avvenuta nell'aprile 2012.

LEGALE BUSCO: SENTENZA APPELLO ESEMPLARE. "Quel morso non è attribuibile a Busco. La sentenza di secondo grado è esemplare - ha detto il legale di Busco, Fausto Coppi, davanti alla prima sezione penale della Cassazione - in equilibrio tra sapere scientifico e giuridico. Rimette in discussione il motto per il quale il giudice è peritus peritorum". Il legale si è anche soffermato sulla questione del Dna trovato sia sul reggiseno che sul corpetto della ragazza. Coppi ha sostenuto che "vennero rilasciate il 4 agosto, tre giorni prima del delitto. E ne è prova inequivocabile il fatto che il Dna è anche sul corpetto: un morso non può superare corpetto e reggiseno e produrre una tale lesione sul seno".

Il processo a carico di Busco iniziò vent'anni dopo i fatti, il 3 febbraio del 2010. In primo grado la Corte d'Assise, il 26 gennaio 2011, condannò Busco a 24 anni. Giudizio poi ribaltato il 24 aprile 2012, quando la Corte d'Assise d'Appello lo assolse con formula piena. Ora la vicenda approda in Cassazione. I giudici della I sezione penale, presieduti da Umberto Giordano, sono ora chiamati a decidere se confermare l'assoluzione.

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