Venezia a lutto per l'ultimo saluto a Valeria Solesin, il padre: Qui contro ogni fanatismo

Roma, 24 nov. (LaPresse) - Giornata di lutto a Venezia per il funerale di Valeria Solesin, la giovane uccisa nell'attacco terroristico di Parigi. Ai funerali anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, arrivato in piazza San Marco, a Venezia, dove si tengono i funerali di Stato. Il capo dello Stato, prima delle esequie, ha incontrato i genitori della ragazza. Il feretro è giunto in piazza a bordo di una gondola. Dopo la commemorazione 'L'Inno alla gioia' ha concluso i funerali: il corteo funebre si è avviato al di fuori della piazza, il feretro è stato portato a spalla verso il molo di San Marco e da qui imbarcato per essere tumulato al cimitero di San Michele. "Grazie ai rappresentati di tutte le religioni presenti. Dedichiamo la sua vita ai ragazzi come lei, grazie a chi non si arrende". E' stato questo, nelle parole del padre Alberto Solesin, il senso dei funerali di Valeria.

INNI DI FRANCIA E ITALIA. Gli inni nazionali, italiani e francesi hanno dato inizio ai funerali di Stato, laici, in piazza San Marco, di Valeria Solesin, morta a Parigi. In piazza i familiari della ragazza, madre, padre, fratello e fidanzato, rimasto anche lui lievemente ferito dall'attacco.

INCONTRO PRIVATO CON MATTARELLA. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato privatamente familiari e amici di Valeria Solesin, prima delle esequie celebrate in piazza San Marco. Il capo dello Stato, secondo quanto si apprende , ha voluto portare ai genitori e al fratello della ragazza uccisa a Parigi il 13 novembre scorso l'affetto di tutto il Paese.

IL PADRE: CONTRO OGNI FANATISMO. "Ringrazio i rappresentanti delle religioni, cristiana, ebraica e musulmana presenza compiuta in questa piazza e simbolo del cammino degli uomini nel momento in cui il fanatismo vorrebbe nobilitare il massacro con il richiamo ai valori di una religione". Così il padre di Valeria Solesin, Alberto, durante i funerali in piazza San Marco, a Venezia. L'uomo ha ringraziato tutte le istituzioni, dalla Farnesina al Quirinale per l'iuato, la presenza e la vicinanza. Poi ha anche ringraziato l'altro suo figlio, "per il quale Valeria era un aguida" e il fidanzato della ragazza Andrea.

"In questi giorni ho letto che siamo stati un esempio. Se questo è stato vero anche solo in minima parte, voglio dedicarlo a tutti i Valeria e Andrea che non si arrendono" ha aggiunto il padre. "Ripensando a Valeria non voglio isolarla dal suo contesto parigino, dall'università e dai bistrot dove tanti ragazzi immaginano un futuro migliore", ha proseguito. "In questi giorni acerbi abbiamo avuto uno straordinario senso di vicinanza, pensiero che ora vogliamo rivolgere alle altre famiglie delle vittime".

HOLLANDE: NON TI DIMENTICHEREMO. "A nome della Francia non dimeticheremno Valeria che ha trovato la morte sotto il fuoco dei terroristi". Così il ministro della difesa italiano, Roberta Pinotti, riporta il messaggio di cordoglio del presidente francese Francois Hollande ai funerali di Valeria Solesin in piazza San Marco a Venezia. Valeria, dice Hollande era "venuta da noi a studiare per amore della vita e della cultura. Condivido il dolore dei suoi genitori, dei familiari, degli amici e dell'Italia tutta".


PINOTTI: MANCHERA' A TUTTI. "Valeria era una studiosa ed una ragazza meravigliosa che manchera a tutti ed anche al nostro paese" Così il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, nel corso del suo intervento alle esequie di Valeria Solesin in corso di svolgimento a Venezia. "Non dobbiamo avere rabbia o paura perché Valeria non ci perdonerebbe mai - aggiunge - ma continuare nell'unica direzione che lei avrebbe voluto, quella di cercare di vivere in un posto migliore. La sfida è quella di non fermarsi".

BRUGNARO: VALERIA VITTIMA DI BARBARA FOLLIA. "Una vittima di barbara follia". Così il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, saluta Valeria In piazza San Marco, dove si stanno celebrando i funerali alla presenza del capo dello Stato, il sindaco ha preso la parola evidenziando che Valeria era a Parigi anche perché "Venezia non riesce più a offrire lavoro ai suoi giovani".

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