Vaticano, oltre 10mila pellegrini in piazza per udienza generale Papa

Città del Vaticano, 27 ago. (LaPresse) - Oltre 10mila pellegrini, come riporta Radio vaticana, si sono riuniti in Piazza San Pietro per l'Udienza generale di papa Francesco. Proprio oggi la Chiesa ricorda Santa Monica, madre di Sant'Agostino. "Ogni volta che rinnoviamo la nostra professione di fede recitando il 'Credo' - ha esordito Papa Francesco - noi affermiamo che la Chiesa è 'una' e 'santa'. È una, perché ha la sua origine in Dio Trinità, mistero di unità e di comunione piena. La Chiesa poi è santa, in quanto è fondata su Gesù Cristo, animata dal suo Santo Spirito, ricolmata del suo amore e della sua salvezza. Allo stesso tempo, però, è santa ma composta di peccatori, tutti noi, peccatori, che facciamo esperienza ogni giorno delle proprie fragilità e delle proprie miserie. Allora, questa fede che professiamo ci spinge alla conversione, ad avere il coraggio di vivere quotidianamente l'unità e la santità e se noi non siamo uniti, se non siamo santi, è perché non siamo fedeli a Gesù. Ma Lui, Gesù, non ci lascia soli, non abbandona la sua Chiesa! Lui cammina con noi, Lui ci capisce. Capisce le nostre debolezze, i nostri peccati, ci perdona, sempre che noi ci lasciamo perdonare, no? Ma Lui è sempre con noi, aiutandoci a diventare meno peccatori, più santi, più uniti".

Poi un appello di Bergoglio all'unità. "Il primo conforto ci viene dal fatto che Gesù ha pregato tanto per l'unità dei discepoli. E' la preghiera nell'Ultima Cena, Gesù ha chiesto tanto: 'Padre, che siano uno'. Ha pregato per l'unità. E proprio nell'imminenza della Passione, quando stava per offrire tutta la sua vita per noi. È quello che siamo invitati continuamente a rileggere e meditare, in una delle pagine più intense e commoventi del Vangelo di Giovanni, il capitolo diciassette (cfr vv. 11.21-23). Com'è bello sapere che il Signore, appena prima di morire, non si è preoccupato di sé stesso, ma ha pensato a noi! E nel suo dialogo accorato col Padre, ha pregato proprio perché possiamo essere una cosa sola con Lui e tra di noi. Ecco: con queste parole, Gesù si è fatto fa nostro intercessore presso il Padre, perché possiamo entrare anche noi nella piena comunione d'amore con Lui; allo stesso tempo, le affida a noi come suo testamento spirituale, perché l'unità possa diventare sempre di più la nota distintiva delle nostre comunità cristiane e la risposta più bella a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi, (cfr 1 Pt 3,15). L'unità".

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