Vaticano, Nuzzi e Fittipaldi indagati: altre posizioni al vaglio

di Maria Elena Ribezzo

Città del Vaticano, 11 nov. (LaPresse) - E' ufficiale: tra le mura leonine sono indagati anche i giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, autori dei libri 'Via Crucis' e 'Avarizia'. Il capo d'accusa è "possibile concorso nel reato di divulgazione di notizie e documenti riservati previsto dalla Legge n.IX dello Stato Città del Vaticano". Lo conferma in serata lo stesso portavoce della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, il quale ha aggiunge che "sono all'esame degli inquirenti anche alcune altre posizioni di persone che per ragioni di ufficio potrebbero aver cooperato all'acquisizione dei documenti riservati in questione".

Solo questa mattina, parlando con i giornalisti in sala stampa, Padre Lombardi aveva detto che "da venerdì alla serata di ieri" l'indagine che ha portato all'arresto di Francesca Chaouqui - poi scarcerata per collaborazione con la giustizia- e di monsignor Lucio Vallejo Balda non avevano avuto sviluppi. Il monsignore resta imprigionato nelle celle vaticane.

Il portavoce della Santa Sede questa mattina ha anche dato notizia dell'apertura di una ulteriore indagine in merito alla diffusione di un altro documento riservato, riguardante l'Apsa, organismo che amministra il patrimonio della Santa Sede. Parte del fascicolo è stato pubblicato la scorsa settimana dall'agenzia Reuters, che parlava di un coinvolgimento del presidente di Banca Finnat, Giampiero Nattino, che avrebbe utilizzato conti Apsa per transazioni personali sul mercato azionario italiano: "Nei giorni scorsi sono apparsi su agenzie e organi di stampa articoli che riferiscono in maniera parziale e imprecisa il contenuto di un documento confidenziale - ha spiegato Padre Lombardi - ipotizzando che in passato l'Apsa sia stata strumentalizzata per un'attività finanziaria illecita. L'Apsa ha sempre collaborato con gli organi competenti, non è sotto indagine e continua a svolgere la propria attività nel rispetto della normativa vigente".

Ma la giornata si è aperta in maniera movimentata anche fuori dalle mura leonine, la notizia di un'altra inchiesta su un alto prelato. Si tratta di Pietro Vittorelli, ex abate di Montecassino, accusato di rubare fondi destinati a opere di carità e all'abbazia. I finanzieri del Nucleo speciale polizia valutaria di Roma hanno sequestrato al'ex abate e al fratello Massimo beni per 500 mila euro.

Secondo gli investigatori, l'alto prelato, che ha terminato il suo mandato due anni fa, abusando del suo ruolo e avendo illimitato accesso ai conti dell'abbazia, si sarebbe appropriato indebitamente di una somma superiore al mezzo milione di euro, che sarebbe dovuta servire alla Caritas diocesana.

E mentre il Santo Padre con l'udienza generale del mercoledì cerca di riportare il dibattito nei binari della riflessione sulla famiglia, dalle colonne del 'Cittadino' torna a difendersi un altro dei protagonisti delle vicende che hanno scosso il Vaticano in queste settimane, il cardinale Tarcisio Bertone. Secondo quanto riportato nel libro 'Avarizia' di Fittipaldi, l'ex Segretario di Stato avrebbe utilizzato dei fondi destinati all'ospedale pediatrico della Santa Sede Bambin Gesù per ristrutturare l'attico della sua abitazione: "Ho pagato con i miei risparmi per un appartamento non mio - scrive - che resterà rinnovato a disposizione del Vaticano. Come risulta da documentazione, ho versato dal mio conto al Governorato circa 300 mila euro".

Il materiale reso pubblico dai volumi dei giornalisti indagati "il Papa lo conosce benissimo", dice a Famiglia Cristiana il segretario della Cei Nunzio Galantino. E' lo stesso Pontefice, infatti, "sulla spinta degli incontri pre-Conclave, che ha fatto fare queste ricerche e ha intrapreso il processo di riforma". La riforma messa in atto da Francesco, spiega Galantino, "era desiderio anche di Benedetto XVI. Fu lui, durante una Via Crucis, a parlare di sporcizia dentro la Chiesa. Ma la Chiesa ha sentito l'esigenza di chiamare per nome questi peccati, questi abusi, questi atteggiamenti che non sono in linea col Vangelo né con il buon senso né con il bene delle persone".

Ora che la Chiesa è più credibile, secondo Galantino, "ad alcuni non piace perché si sentono messi in discussione", perché una Chiesa credibile "fa paura a chi ritiene che il messaggio del Vangelo, che i valori portati avanti siano scomodi. E hanno un unico modo per fermarla: delegittimarla".

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