Vaticano, Don Cereti: Donne diacono? Aprire fino all'episcopato
Intervista al prete e teologo Giovanni Cereti dopo l'apertura di Papa Francesco al diaconato femminile

Il diaconato femminile? E' un tema da affrontare "urgentemente", per passare gradualmente "dal diaconato al presbiterato, fino all'episcopato". A parlare con LaPresse è don Giovanni Cereti, prete e teologo illuminato. Si batte dagli anni ’70 per l’eucarestia ai divorziati, promuove l’abolizione del celibato e il ministero per le donne. A Roma è rettore della chiesa di San Giovanni Battista dei Genovesi, nel quartiere popolare di Trastevere. Non ci sono nelle Scritture riferimenti che vietano l'ordinazione delle donne, spiega, e in più lo ha stabilito il Concilio Vaticano II che ogni discriminazione fra uomo e donna va eliminata. "Prima di criticare altri per i loro errori o lacune - commenta don Cereti -, la Chiesa dovrebbe interrogare se stessa e guardare alla trave che esiste nel suo occhio". 

L'apertura di Papa Francesco a una commissione che studi la possibilità di un diaconato femminile si può considerare una svolta?
Sì, Io credo che sia una svolta, perché del diaconato femminile o dell'ordinazione delle donne a un ministero nella Chiesa cattolica non si era mai parlato ufficialmente, anche se è molto desiderato da grande parte del mondo cattolico. Credo che la Chiesa cattolica dovrebbe impegnarsi in questo cammino, perché nel mondo contemporaneo c'è stato uno sviluppo relativamente alla posizione della donna e la Chiesa cattolica, che in passato era all'avanguardia, adesso si pone alla retroguardia in questo campo. Credo sia fortemente necessario, per contribuire alla testimonianza cristiana, l'ammissione della donna al ministero del diaconato ed eventualmente anche agli altri ministeri. 

Aprirebbe la strada a un sacerdozio e addirittura all'episcopato?
Sì, con gradualità, come accade nella Chiesa cattolica. Ricordo quello che dice un documento del dialogo ecumenico tra la chiesa ortodossa e la chiesa anglicana negli Stati Uniti che dice: 'Gli ortodossi non ordinano le donne per fedeltà alla Tradizione, perché non si è mai fatto. Gli anglicani ordinano le donne per fedeltà alla Tradizione, perché questa non consiste nel ripetere meccanicamente il passato, ma nel fare oggi ciò che si è convinti che Gesù Cristo farebbe oggi'. Gli anglicani sono convinti che oggi Cristo certamente ordinerebbe le donne.

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