Vaticano, cinque gli imputati a processo dal 24. Il nuovo nome è Maio

di Maria Elena Ribezzo

Città del Vaticano, 21 nov. (LaPresse) - Sono cinque gli imputati in Vaticano per l'inchiesta sulla fuga di notizie che ha portato alla pubblicazione di 'Via Crucis' e 'Avarizia', libri scritti utilizzando documenti riservati e registrazioni di conversazioni private del Papa con alti vertici della Chiesa. Oltre ai quattro nomi già noti (monsignor Lucio Vallejo Balda e Francesca Chaouqui che facevano parte della commissione Cosea - incaricata da Papa Francesco di tracciare un quadro dei possedimenti finanziari e patrimoniali della Santa Sede- e i due scrittori Gianluigi Nuzzi -'Via Crucis'- ed Emiliano Fittipaldi -'Avarizia'-), spunta oggi un nome nuovo: Nicola Maio, ex segretario particolare di monsignor Balda.

Ai cinque è stato notificato il rinvio a giudizio per il 24 novembre alle 10.30. "Il promotore di giustizia - ha spiegato il portavoce della Santa Sede Padre Federico Lombardi - ritiene che le prove raccolte siano sufficienti perché i cinque vengano rinviati a giudizio", ma ci sarà tempo per presentare le prove fino al 28 novembre alle 12.30, mentre "si riserva a successivo provvedimento la citazione dei testi".

I CAPI D'ACCUSA DEI 5 IMPUTATI - I capi d'accusa sono due. Il primo riguarda monsignor Balda, Maio e Chaouqui che, si legge in una nota diffusa da Lombardi, si sarebbero "associati" tra loro all'interno della prefettura per gli affari economici e di Cosea formando un "sodalizio criminale organizzato, dotato di una sua composizione e struttura autonoma", promosso da Balda e Chaouqui, per "commettere più delitti di divulgazione di notizie e documenti concernenti gli interessi fondamentali della Santa Sede e dello Stato". Il secondo capo d'accusa è quello noto: concorso in diffusione di notizie e documenti riservati. "In concorso tra loro - comunica la nota del Vaticano - Vallejo Balda, nella qualità di segretario generale della prefettura per gli affari economici, Chaouqui quale membro della Cosea, Maio quale collaboratore di Vallejo Balda per le questioni riguardanti la Cosea, Fittipaldi e Nuzzi quali giornalisti, si sono illegittimamente procurati e successivamente hanno rivelato notizie e documenti concernenti gli interessi fondamentali della Santa Sede e dello Stato". In particolare, Vallejo Balda, Chaouqui e Maio si sarebbero procurati le notizie "nell'ambito dei loro rispettivi incarichi nella prefettura per gli affari economici e nella Cosea", mentre Fittipaldi e Nuzzi "sollecitavano ed esercitavano pressioni, soprattutto su Vallejo Balda, per ottenere documenti e notizie riservati, che - e questa è un'altra notizia - poi in parte hanno utilizzato per la realizzazione di due libri usciti in Italia nel novembre 2015". In parte. Significa che i due sarebbero in possesso di ulteriore materiale che non è stato utilizzato. "Va da sé - ha aggiunto Padre Lombardi - che, se gli imputati non compaiono, si procederà a giudicarli in contumacia".

I COMMENTI DEI RINVIATI A GIUDIZIO - "Ci troviamo in una situazione unica che non era mai accaduta in Vaticano", ha commentato con LaPresse Emiliano Fittipaldi, prima ancora della conferma ufficiale dei fatti da parte della Santa Sede. Fittipaldi lunedì scorso si è presentato in Vaticano per l'interrogatorio, avvalendosi però del segreto professionale, non ha quindi risposto a nessuna delle domande.

Nuzzi invece non si è mai presentato in tribunale, motivando la sua scelta con un post fiume su Facebook. Nel pomeriggio, ha nuovamente affidato il suo commento al social network: "Il Vaticano mi ha rinviato a giudizio per aver scritto il mio libro 'Via Crucis' - ha scritto -. Possono fare quello che vogliono, ma finché ci sarà il mondo ci saranno giornalisti a dare notizie scomode. Io sono tra loro e non rinuncerò a fare il mio dovere. Sono orgoglioso di aver scritto un'inchiesta, sono orgoglioso di 'Via Crucis'. Orgoglioso di ricevere il vostro affetto e sostegno. Io non mollo. Il diritto di informare e di essere informati è più forte del bavaglio".

Non parla, per il momento, del suo rinvio a giudizio Francesca Chaouqui. Questa mattina però il suo legale, l'avvocato Giulia Bongiorno, ha detto a LaPresse che c'è stata "una eccessiva enfatizzazione del ruolo della sua cliente" e che "se ci sarà la possibilità di un dibattimento per delineare bene i ruoli in questa vicenda, si vedrà che il ruolo che le è stato appiccicato addosso si sgretolerà". La Chaouqui era stata arrestata assieme a monsignor Balda e rilasciata quasi subito per collaborazione con la giustizia. In seguito ha rivelato di essere in stato di gravidanza, circostanza che le ha fatto evitare la cella. Resta imprigionato nelle celle vaticane il prelato dell'Opus Dei, Monsignor Balda.

LA COMPOSIZIONE DEL COLLEGIO GIUDICANTE - L'aula del tribunale vaticano in cui si svolgerà il processo è la stessa in cui fu processato nel 2012 l'ex maggiordomo di Joseph Ratzinger, Paolo Gabriele. Anche il collegio giudicante sarà lo stesso: Giuseppe Dalla Torre - presidente -, Piero Antonio Bonnet - giudice -, Paolo Papanti-Pelletier - giudice - e Venerando Marano - giudice supplente -. "Il 24 è una sessione d'apertura, iniziale, ma è prevedibile - ha fatto sapere Padre Lombardi - che si vada avanti la settimana successiva"; dal 25 al 30 novembre, infatti, il Papa, il segretario di Stato, il sostituto e il portavoce della Santa Sede saranno impegnati nel viaggio in Africa.

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