Vaticano al teologo gay: Lasci gli incarichi. Charamsa: Omofobia paranoica

Roma, 3 ott. (LaPresse) - "Voglio che la Chiesa e la mia comunità sappiano chi sono: un sacerdote omosessuale, felice e orgoglioso della propria identità. Sono pronto a pagarne le conseguenze, ma è il momento che la Chiesa apra gli occhi di fronte ai gay credenti e capisca che la soluzione che propone loro, l'astinenza totale dalla vita d'amore, è disumana". E' quanto ha dichiarato in un'intervista al 'Corriere della Sera' monsignor Krzysztof Charamsa, prete polacco, segretario aggiunto della commissione teologica internazionale vaticana e ufficiale della congregazione per la dottrina della fede dal 2003, nonché docente di teologia alla pontificia università gregoriana e al pontificio ateneo regina apostolorum a Roma. Che ha anche ammesso: "Ho un compagno che mi ha aiutato a trasformare le ultime paure nella forza d'amore".

"Arriva un giorno che qualcosa si rompe dentro di te, non ne puoi più - ha detto spiegando la ragione del suo coming out - da solo mi sarei perso nell'incubo della mia omosessualità negata, ma Dio non ci lascia mai soli. E credo che mi abbia portato ora a fare questa scelta esistenziale così forte". Dunque, ha aggiunto, "dico alla Chiesa chi sono. E' anche mio dovere - ha aggiunto - nei confronti delle comunità delle minoranze sessuali". "Penso che su questi temi la Chiesa sia in ritardo rispetto alle conoscenze che ha raggiunto l'umanità", ha concluso, "è già successo in passato: ma se si è in ritardo sull'astronomia le conseguenze non sono così pesanti come quando il ritardo riguarda qualcosa che tocca la parte più intima delle persone. La Chiesa deve sapere che non sta raccogliendo la sfida dei tempi".

VATICANO: PRESSIONE INDEBITA SUL SINODO. "A proposito delle dichiarazioni e interviste rilasciate da monsignor Krzystof Charamsa si deve osservare che - nonostante il rispetto che meritano le vicende e le situazioni personali e le riflessioni su di esse - la scelta di operare una manifestazione così clamorosa alla vigilia dell'apertura del Sinodo appare molto grave e non responsabile, poiché mira a sottoporre l'assemblea sinodale a una indebita pressione mediatica". Così il direttore della Sala Stampa Vaticana, Padre Lombardi, a proposito delle dichiarazioni di monsignor Charamsa. "Così certamente monsignor Charamsa - ha aggiunto padre Lombardi - non potrà continuare a svolgere i compiti precedenti presso la Congregazione per la dottrina della fede e le università pontificie, mentre gli altri aspetti della sua situazione sono di competenza del suo ordinario diocesano".

LA REPLICA. "Vorrei dire alla mia chiesa, con cui mi identifico e cui non importano gli uffici che uno ricopre, alla chiesa per amo, he per quanto la ringrazio per tutto il bene che mi ha dato nella vita, e mi ha dato molto, oggi davanti a Dio e davanti alla mia coscienza, cosciente anche della gravità della mia decisione e delle sue conseguenze, voglio dire che rifiuto e denuncio la esasperata, spesso paranoica omofobia dei nostri ambienti" così monsignor Krzysztof Charamsa, in una conferenza stampa allestita in un ristorante romano dopo le sue dichiarazioni che hanno suscitato la risposta di padre Lombardi.

Non possiamo più odiare minoranze sessuali, perché così odiamo una parte dell'umanità. Io ho vissuto sulla mia pelle questo esasperato paranoico odio dei miei fratell. Dedico il mio coming out ai moltissimi, fantastici sacerdoti omosessuali, mi auguro che possano essere felici nella Chiesa". So che la maggior parte non può o non ha la forza di compiere un gesto di liberazione come quello che ho compiuto io, ma vorrei che fossero felici perché sono ottimi sacerdoti, almeno per quello che conosco io".

Foto pubblica dal profilo di Krzystof Charamsa su Facebook.

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